Il Tirreno

Pisa

il simbolo antimafia 

L’edicola in un deposito a Pisa, incontro sindaco-Libera

Francesco Loi
L’edicola della legalità nel deposito comunale
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L’edicola della legalità nel deposito comunale

Il chiosco è in un’area comunale a Barbaricina, le lettere delle scuole in Comune. Il sindaco: sviluppiamo un progetto condiviso

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PISA. «Edicola ritrovata. Si trova in un deposito, ancora integra, ma priva dei disegni e delle letterine. “Questo è un bene confiscato alla mafia”, la scritta che troneggia sopra la sua serranda ha un suono tristemente beffardo e l’effetto di un pugno in pieno stomaco», scrive sui social il Presidio Libera Pisa “Giancarlo Siani” i cui attivisti si erano messi in cerca del chiosco dopo la rimozione, causa degrado, da Borgo Stretto. L’edicola si trova in un’area comunale usata come deposito nei pressi del Palazzetto dello Sport a Barbaricina.

La struttura è integra, come sottolineano quelli di Libera, anche se è stata svuotata dei disegni e delle letterine portate dai cittadini e soprattutto dalle scuole. «I disegni e le letterine sono custodite in un ufficio del palazzo comunale e saranno riconsegnate a Libera in occasione dell’incontro che il sindaco Michele Conti avrà con l’associazione», assicurano a Palazzo Gambacorti.

L’intenzione di aprire un confronto era stata anticipata ieri al Tirreno direttamente dal sindaco. Peraltro, il presidio pisano di Libera ha inviato al Comune una lettera ufficiale proprio per richiedere un incontro, rispetto al quale Conti ribadisce la sua disponibilità. «Faccio mio - dice il sindaco - l’auspicio dell’avvocato Polimeno dell’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati rispetto ad una collaborazione per avviare un nuovo progetto di impegno sociale e antimafia».

Conti propone dunque un percorso condiviso, dopo che al Tirreno aveva anticipato anche la proposta di una sede alternativa per il chiosco, ovvero uno spazio all’interno del centro Sms adiacente alla chiesa di San Michele degli Scalzi, alle Piagge, che nei piani del Comune diventerà la sede delle associazioni pisane impegnate nei settori della culturale e del sociale. «Ma sono disponibile - ha specificato il sindaco - a discutere anche di altre possibili soluzioni».

Intanto, critiche per la rimozione dell’edicola arrivano anche dalla C gil toscana e di Pisa: «Atto pessimo, scelta da condannare nel metodo e nel merito, la si ripristini. Occorre tenere alta l’attenzione sulla lotta alle mafie» .

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