Il Tirreno

Pisa

venti di guerra in medio oriente 

I bunker di Camp Darby pronti a “sfornare” armi

Danilo Renzullo
I bunker di Camp Darby pronti a “sfornare” armi

Da Vicenza (da cui dipende la base americana pisana) sono già partiti centinaia di soldati per il Libano  Chartier nuovo comandante

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pisa. I bunker potrebbero aprirsi da un momento all’altro. Con i militari del 731st Munitions squadron pronti a mobilitarsi per rispondere in tempi rapidi alle possibili richieste di approvvigionamento di materiale bellico che potrebbero arrivare dal Medio Oriente o dal quartiere generale delle forze armate statunitensi, il Pentagono, dove la frenetica attività tiene da giorni il mondo con il fiato sospeso.

La calma all’ombra dei pini marittimi dei circa mille ettari di pineta su cui sorge la base militare statunitense di Camp Darby è stata scossa con la dichiarazione dello stato di allerta scattato a poche ore dall’uccisione, al termine di un raid Usa nei pressi dell’aeroporto di Baghdad, del generale iraniano Qassem Soleimani e dalla “promessa” di ritorsioni da parte dell’ayatollah Khamenei. Un allarme ulteriormente alimentato lunedì scorso dalla richiesta di invio in Medio Oriente di un contingente di militari della 173rd Airborne brigade combat team, l’unità di assalto dell’United States Army, di stanza nella caserma Ederle di Vicenza, di cui Camp Darby è satellite. Alcune centinaia di uomini (il numero preciso non è stato ufficializzato) sono partite e continueranno a partire nei prossimi giorni per raggiungere il Libano con l’obiettivo di «difendere gli interessi americani», ha specificato il maggiore Chris Bradley, portavoce della brigata, senza rivelare la destinazione dei militari. Un ordine, quello arrivato al comando della base statunitense di Vicenza che “controlla” anche Camp Darby, al quale potrebbe seguire in caso di escalation militare una richiesta di approvvigionamento di materiale bellico agli uomini di stanza nell’enclave a stelle e strisce che sorge tra Pisa e Livorno, il principale “hub” di ordigni e munizioni degli Stati Uniti al di fuori dei confini nazionali. Bombe, munizioni e materiale bellico in generale che gli uomini della 731st Munitions squadron, la sezione dell’Us Air Force attiva nella gestione, ricezione e spedizione di armamenti, sono chiamati a “prelevare” dai 120 bunker refrigerati presenti sugli 8.500 metri quadrati della cosiddetta Ammunition Storage Area (Asa) di Camp Darby - che costituiscono il più grande arsenale a stelle e strisce fuori dagli Stati Uniti - e spedirli in tempi rapidi, via mare, nelle aree di crisi.

Una possibile emergenza, quest’ultima, che sotto la supervisione del comando della caserma Ederle sarà gestita dal nuovo responsabile americano di Camp Darby, Robert Chartier, insediatosi lunedì scorso. Proveniente da un’installazione militare della Carolina del Nord, Chartier subentra a Robert Larimore che ha guidato dallo scorso maggio la base Usa prima di accettare, poche settimane fa, un nuovo incarico in una base militare in Alaska. Il nuovo responsabile di Camp Darby resterà in carica per almeno tre anni. —

Danilo Renzullo

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