Il Tirreno

Pisa

cerimonia nella frazione 

La biblioteca è realtà Molina di Quosa fa festa con la cultura

La biblioteca è realtà Molina di Quosa fa festa con la cultura

Letture di Rodari e musica per la storica inaugurazione Il sindaco Di Maio: «L’evento ha un significato politico»

2 MINUTI DI LETTURA





San Giuliano. Molina di Quosa ha la per la prima volta una biblioteca tutta sua. Sabato scorso il sindaco Sergio Di Maio, il presidente della Provincia Massimiliano Angori, il presidente di “Molina mon amour” Gabriele Santoni e il presidente della “Società operaia di mutuo soccorso” (Soms) Paolo Del Genovese hanno tagliato il nastro della struttura in via Statale Abetone 132. La biblioteca è stata aperta proprio grazie all’impegno dei volontari di “Molina mon amour” e alla Soms che ha messo a disposizione la sua storica sede.

«Aprire una biblioteca, oggi, ha un significato politico – ha sottolineato il primo cittadino –: ci sono amministrazioni comunali che le chiudono o le ridimensionano. A San Giuliano Terme abbiamo ampliato la nostra, con più postazioni per studiare o consultare libri e una maggior valorizzazione dell’Archivio della Memoria. Ora “Molina mon amour” ne ha aperto una nuova nella frazione di Molina di Quosa recuperando uno spazio importante e lo ha fatto in collaborazione con un’altra associazione, la Società operaia di mutuo soccorso».

Per tutta Molina di Quosa quella di sabato scorso è stata una festa. Prima l’inaugurazione ufficiale della sede alla presenza delle autorità. Poi il ritrovo al Magazzino di Antonio, in piazza Martiri della Romagna, per la cena a buffet con offerta in favore della neonata biblioteca. Quindi una serata culturale con musica e letture delle “Filastrocche in cielo e in terra” di Gianni Rodari curata dai direttori artistici Athos Bigongiali e Francesco Bottai. «La biblioteca è realta, le parole sono finite – si legge sulla pagina Facebook di “Molina mon amour” –. Tutte spese, lette e scritte. Rimane solo la più garbata, ed è per tutti voi che avete partecipato, chi letto, chi ascoltato: grazie. Grazie ai lettori. Grazie a Bigongiali e Bottai. E grazie a Gianni Rodari per aver dato una grammatica alla fantasia».

«L’augurio mio e di tutta l’amministrazione comunale – conclude Di Maio – è che questa biblioteca, retta dall’impegno volontario, diventi un luogo di aggregazione e di convivenza virtuosa tra generazioni. Da parte nostra garantiamo sempre il massimo sostegno a chi si impegna a unire, specie se nel segno della cultura». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore