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Pisa

Galilei, nuovo segno meno sui passeggeri: "Ora il Pisamover preoccupa sempre più"

Una navetta del Pisamover
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Una navetta del Pisamover

Piccoli azionisti e Amici di Pisa scrivono al presidente dell’Enac per chiedere spiegazioni su quanto sta accadendo

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PISA. Preoccupati due volte. Per il calo dei passeggeri del Galilei di Pisa. E per uno dei principali effetti, ovvero far diminuire ulteriormente gli utenti del Pisamover, i cui bilanci sono in difficoltà sin dall’avvio del servizio. Così il Comitato Piccoli Azionisti di Toscana Aeroporti e l’Associazione Amici di Pisa hanno scritto direttamente al presidente dell’Enac (Ente Nazionale Aviazione Civile), Nicola Zaccheo, «per chiarimenti tecnici - spiegano - sul decremento di passeggeri al Galilei».

Secondo i calcoli fatti dal Comitato Piccoli Azionisti di Toscana Aeroporti e dagli Amici di Pisa, il calo del Galilei comporta un minor afflusso di circa 252mila utenti in quest’anno per il Pisamover, la navetta che collega lo scalo alla Stazione ferroviaria, passando per i parcheggi all’altezza della fermata intermedia tra l’Aurelia e via di Goletta. «Poiché il Pisamover dovrebbe essere utilizzato dal 36% dei passeggeri aeroportuali per garantire la sua sostenibilità finanziaria, a giorni sapremo se il disavanzo degli anni precedenti si aggraverà con ulteriori problemi per i cittadini pisani», scrivono i rispettivi presidenti Gianni Conzadori (Comitato Piccoli Azionisti) e Stefano Ghilardi (Amici di Pisa). Questo il loro ragionamento: «Il Piano economico finanziario del Pisamover prevede il suo utilizzo da parte di 2.072.967 passeggeri aeroportuali nel 2020, equivalenti al 36% dei 5.758.242 attesi sul Galilei, cioè circa 700.000 in più di quelli certificati finora nel 2019». Dunque, salterebbe il 36% di quei 700mila, ovvero oltre 250.000 utenti della navetta: a 5 euro a tratta, tanto costa il biglietto, significa meno un milione e 250mila euro.

Nella lettera a Zaccheo, Piccoli Azionisti e Amici di Pisa sottolineano come «a pochi chilometri di distanza, il Vespucci di Firenze aveva praticamente raggiunto, a fine novembre, tutti i passeggeri del 2018, mentre al Galilei ne mancavano circa 450mila, difficilmente recuperabili entro dicembre, visto che con il trend positivo del 2018 ne transitarono circa 320mila». Un andamento che arriva da lontano. «Purtroppo - aggiungono - i dati ufficiali certificano, nei primi undici mesi del 2019, un calo di passeggeri del -1,7% per il Galilei, mentre il Vespucci ha registrato incrementi superiori alla media nazionale del +4%, nonostante le lamentele su dirottamenti e sulle condizioni dell'attuale pista. In particolare Firenze ha aumentato i passeggeri in ottobre del +11,9% e novembre del +11,7%, più del +2,7% della media nazionale dei due mesi considerati, mentre il Galilei ha subito la flessione maggiore in giugno -5,6% e in luglio -6,4%, solitamente mesi estivi di buona mobilità low cost».

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