Il Tirreno

Pisa

«In Borgo Stretto è calato il “Nulla” di chi sa solo fare “chiacchiere”»

Monica Maurelli
«In Borgo Stretto è calato il “Nulla” di chi sa solo fare “chiacchiere”»

La lettera di un’ex dipendente della coop che gestiva il bene tolto alla criminalità 

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l’intervento

Pubblichiamo la lettera inviataci da una dipendente dell’edicola confiscata alla mafia e rimossa dal Comune di Pisa.

All’inizio del 2020 il Nulla è arrivato in Borgo Stretto e un bene confiscato alla mafia si è dissolto. Sparito, nel Nulla, senza lasciare tracce. Dal Comune, nessuna risposta: tutti in ferie. L’unico a non temporeggiare pare sia l’onorevole Edoardo Ziello, che sui social rivendica l’atto in un “Noi” di stampo leghista.

Il bene in questione è un’edicola che, per cinque anni, dal 2014 al 2018, è stata il primo esempio in Toscana di riutilizzo sociale di un bene confiscato. Era stata sequestrata nel 2013 dal tribunale di Reggio Calabria a Orlando Giordano Galati, esponente di spicco dei clan tortoriciani. Nel 2010 il boss è stato condannato a 20 anni di reclusione per reati di associazione mafiosa, omicidi e estorsioni. Il bene è stato confiscato e il 5 giugno 2014 don Luigi Ciotti ha tagliato il nastro che inaugurava la restituzione del bene alla collettività.

La riapertura, promossa da Libera Pisa, ha visto coinvolto la Cooperativa sociale Axis. La crisi ha fatto venir meno la sostenibilità economica del progetto e le serrande dell’edicola si sono abbassate il 1 marzo 2018. Ma le attività non sono finite: nel maggio successivo, l’edicola è stata tappa di Onda Libera; gli scorsi maggio e giugno cento studenti delle elementari hanno attaccato i propri pensieri ai vetri del chiosco, in un flash mob colorato.

Oggi dell’edicola non rimane colore. È stato rimossa all’alba del 2 gennaio. Cancellata nell’unico momento dell’anno in cui i Lungarni tacciono.

Ma il carro vuoto fa più rumore e il tentativo di muoversi nel silenzio non è riuscito: la risposta indignata di molte cittadine e cittadini è stata immediata. L’edicola aveva un valore sociale, aiutava a leggere il territorio e a comprenderne i meccanismi di potere. Faceva informazione al contrario delle chiacchiere. —

Monica Maurelli

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