Gioco
Coro di critiche contro palazzo Gambacorti Di Maio: la ospitiamo noi
Pisa. Un no unanime alla decisione del Comune di rimuovere da Borgo Stretto l’edicola confiscata alla mafia. L’opposizione e le associazioni criticano la scelta dell’amministrazione leghista di cancellare il simbolo dell’antimafia in centro città. E c’è anche che si propone di ospitare ciò che Pisa ha deciso di cancellare: «Il Comune di San Giuliano Terme si offre di ospitare l'edicola – dichiara il sindaco Sergio Di Maio –. La lotta alla mafia non si può sospendere e non può essere archiviata con la scusa della lotta al degrado. Abbiamo assistito a dichiarazioni allucinanti da parte di esponenti leghisti locali. Il punto non è la sua sostenibilità economica come edicola, ma la presenza simbolica di attività confiscata alla mafia. Non si rimuove così un oggetto con questo valore».
«La rimozione alla chetichella del chiosco della legalità nel centro di Pisa è sconvolgente – commentano i deputati del Pd Lucia Ciampi, Susanna Cenni e Stefano Ceccanti –. La visione arrogante e semplicistica di Conti e Ziello desta sconcerto. Il costante disprezzo degli avversari politici e la noncuranza con cui si snobbano associazioni che lottano contro le mafie è indice di una povertà culturale che desta preoccupazione e sconcerto. Presenteremo un’interrogazione in Parlamento». «È stata una mossa vigliacca, codarda e da incapaci – aggiunge il deputato M5s Francesco Berti –. Il Comune di Pisa ha operato una scelta irrazionale, pericolosissima per la tutela della legalità e dell’antimafia. Un pessimo segnale dato ai clan mafiosi».
Anche le associazioni contestano la scelta di palazzo Gambacorti. «Il vuoto che l’edicola lascia in Borgo Stretto è una metafora del vuoto con cui l’amministrazione comunale ha deciso di rispondere a quel preciso simbolo di lotta quotidiana alla mafia», scrivono Arci Toscana e Arci Pisa. «Togliere quella edicola è stato un errore perché significa aver tolto l'esempio fisico che la mafia esiste, che si può combattere e si può battere», si legge in una nota di Giacomo Martelli, presidente delle Acli Toscana.
A difesa di Conti arriva la dichiarazioni di Raffaele Latrofa: «L’edicola era degradata e degradante e toglieva decoro a un angolo del centro storico. A quelle condizioni andava rimossa». Una scelta contestata da Matteo Cecchelli, rappresentante nazionale di “Avviso Pubblico con Libera”, associazione di cui fa parte anche il Comune di Pisa: «I rappresentanti leghisti si nascondono dietro al dito del decoro e dell’abbandono, ma il fatto che l’edicola fosse chiusa ed inutilizzata è un’aggravante per l'amministrazione pisana». —
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