Sicurezza
Una targa al posto dell’edicola rimossa per ricordare la confisca antimafia
Il sindaco tace, la decisione resa nota dalla presidente della commissione Cultura: «Zona da riqualificare»
pisa. Una targa al posto dell’edicola in metallo. Un rettangolo di pochi centimetri quadrati che racconterà cosa c’era in quel luogo e la storia che per la prima volta ha visto a Pisa un bene confiscato a un boss mafioso.
Una stagione breve quella dell’edicola sotto i portici di Borgo Stretto diventare il simbolo dell’antimafia e della legalità in città. Assegnata dall’Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia all’associazione Libera e poi data in gestione alla cooperativa sociale Axis, l’attività commerciale è andata a picco lasciando diverse migliaia di euro di debiti, anche per canoni di affitto non pagati all’Agenzia. Nel 2019 la coop è fallita. Ma dal 2014 al febbaio 2018 quel chiosco a due passi da piazza Garibaldi era diventato un piccolo presidio conosciuto da scuole e studenti. La serranda abbassata dal marzo 2018 ha avuto l’epilogo della rimozione avvenuta tra l’1 e il 2 gennaio scorsi. Questione di decoro urbano era stata la motivazione illustrata dal sindaco Michele Conti all’associazione Libera. Il sindaco ieri, sollecitato anche dal Tirreno, non ha risposto alle critiche per lo smantellamento peraltro annunciato con un anticipo di mesi.
Come si dice nei momenti di fibrillazione a metterci la faccia è stata Maria Punzo, presidente della commissione Cultura. «La rimozione della edicola in Borgo Stretto non è stato un atto vile né tanto meno intimidatorio, come qualcuno ha detto – spiega Punzo –. Ma una necessaria rimozione di una struttura fatiscente e in disuso da quasi due anni, oltretutto in un’area sottoposta a vincolo architettonico. Tutta la zona di Borgo è in fase di riqualificazione, iniziata già da qualche settimana, che si estenderà a breve sull’intera via. La scelta dell’orario per la sua rimozione è stata dettata dal buon senso per evitare disagi alle attività commerciali in un’area di intenso passaggio pedonale diurno».
Per la presidente della commissione la proposta alternativa alla rimozione è l’apposizione di una targa in ricordo dell’edicola. «I disegni, se possibile, verranno recuperati e ricollocati in un luogo simbolico come già suggerito dal capogruppo della Lega, Alessandro Bargagna – aggiunge –. La lotta alle mafie e alle infiltrazioni criminali è un punto cardine della nostra politica di territorio e nazionale. L’onorevole Susanna Ceccardi ha consegnato a una famiglia di Cascina una casa confiscata alla mafia. L’assessore Giovanna Bonanno ha una delega al contrasto alla mafia che prima non esisteva». L’avvocato Cristina Polimeno è la professionista a cui l’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati ha assegnato anche l’edicola. Al Tirreno spiega: «L’ottimo progetto sperimentale avviato dalla Cooperativa Axis, che con Libera aveva avuto il bene già in fase di sequestro, purtroppo non ha funzionato. Così la cooperativa, non potendo sostenerne i costi, ha deciso di rinunciare. Dopo tale scelta e la confisca definitiva, l’Agenzia si è adoperata in ogni modo, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, per giungere a una soluzione che salvaguardasse il valore simbolico del bene. Preso atto dell'impossibilità, non ha potuto far altro che applicare il codice antimafia, unitamente alla normativa regionale in materia di chioschi per la vendita dei giornali. L’auspicio è che da subito associazioni e istituzioni superino le difficoltà e collaborino fattivamente per avviare un nuovo progetto di impegno sociale e antimafia». —
P.B.
Altro servizio a pagina 11
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
