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Sinistra Italiana, Bucci lascia la carica di segretario provinciale

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PISA. Una lunga lettera per spiegare le sue ragioni. Così Ettore Bucci si è dimesso da segretario provinciale di Sinistra Italiana. In primo piano i motivi personali: «Ridotta all’osso o numerosa che sia, una comunità politica non riesco a gestirla in una fase di passaggio della mia vita personale in cui ho necessaria disponibilità di concentrarmi su un futuro non ancora scritto e sul lavoro, sia in accademia che in altri contesti, tra i quali esiste la possibilità di una mia trasferta, non lunghissima ma impegnativa, in città altre».

Le valutazioni politiche: «Rinvio dopo rinvio, quel congresso che Sinistra Italiana avrebbe dovuto svolgere come elemento chiarificatore della propria esistenza politica a seguito delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 si svolgerà, sembra, a partire da gennaio 2020. Esiste da tempo uno svuotamento progressivo dei nostri numeri, delle nostre energie. Mi son permesso di porre da diverso tempo, nei luoghi formali e nel discorsi informali, il tema del senso di una comunità politica come la nostra: militante ed iscritto di partito da prima della maggiore età, trovo sempre meno comprensibile la reiterazione inerziale degli schemi ormai noti. Nella reiterazione, infatti, si perdono persone, energie, menti per ragionare assieme nelle assemblee e braccia per volantinare».

«Una “nuova speranza” - aggiunge Bucci - emerge a Cascina, dove il paziente lavoro di tessitura di compagni di viaggio come Luca Odetti e pezzi politici di diversa provenienza hanno dato origine al comitato cittadino “Cascina Oltre”, che si propone la costruzione di una lista per le elezioni comunali 2020, in cui sfidare la destra che ha posto la prima base in quella città della nostra provincia». A Pisa, prosegue, «appare sempre più evidente lo scollamento della giunta leghista perfino da quelle periferie che avevano permesso la vittoria nel giugno di un anno e mezzo fa. In tale scollamento deve insinuarsi un poderoso grimaldello collettivo che faccia saltare il banco, ricostruisca una coalizione ampia di energie sociali a sostegno di un progetto di governo alternativo. Sappiamo tutti che nella nostra bella e straordinaria città esiste il problema delle rendite di posizione politica, dell’immobilismo come arma tattica, dell’auto-rappresentazione estremizzata ed estremista di individualità che conducono quasi puntualmente allo stallo i rapporti nella sinistra e nel centrosinistra. Spero che a tale situazione si ponga rimedio presto e bene». —

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