Lutto
Fratoianni (Leu) chiede al governo che si muova e faccia chiarezza
pisa. Un diluvio di critiche alla scelta del Comune di togliere il manufatto in metallo che fino a quasi due anni fa ha ospitato l’edicola confiscata a un bosso mafioso.
Vittorio Bugli, assessore regionale: «La Regione ha condiviso e sostenuto, fin dal primo momento, la battaglia di Libera per mantenere in vita l'edicola di Borgo Stretto a Pisa, confiscata anni fa alla mafia e divenuta simbolo dell'impegno contro la criminalità organizzata. Per questo la rimozione, dall’oggi al domani, di questa struttura, è un atto che non condividiamo».
Il parlamentare di Sinistra Italiana Leu, il pisano Nicola Fratoianni annuncia un’interrogazione al governo perché «attivi il prefetto di Pisa affinché si faccia chiarezza fino in fondo a questa vicenda».
Irene Galletti, consigliera regionale M5S, si dice «sconcertata dalla notizia della rimozione dell’edicola di Borgo Stretto. Ora il minimo sarebbe fornire spiegazioni convincenti, scusandosi con chi di dovere per la mancata comunicazione». Olivia Picchi, consigliere comunale Pd: «I simboli sono importanti: perché stanno lì da monito e come spunto di riflessione. Sono questioni delicate ma come è possibile aprire una discussione seria su un tema del genere quando il parlamentare (e sottolineo parlamentare) della Lega Ziello definisce l’edicola come "una carcassa di ferro degradata che ostruisce il passaggio". Non era forse possibile rilanciare e provare a fare un intervento che ne valorizzasse il significato? Evidentemente no, non sta nelle corde della Lega. Domani su iniziativa di Francesco Auletta presenteremo come minoranze la richiesta di discussione in Consiglio Comunale e insieme alla consigliera Maria Antonietta Scognamiglio porteremo la discussione anche nelle commissioni deputate. Ziello dovrebbe spiegarlo a Falcone e Borsellino, al generale Dalla Chiesa e a un elenco infinito di persone che hanno pagato con la vita il non girarsi dall’altra parte». Il parlamentare leghista replica: «La consigliera Picchi dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di citare delle personalità del calibro di Borsellino, Falcone e Dalla Chiesa. Mi fa ribrezzo vedere gli esponenti del Pd sminuire i nomi dei grandi protagonisti dell’antimafia e usarli come una clava da agitare contro di me e il sindaco Conti, arrivando a chiedersi quale educazione vogliamo dare ai nostri figli». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google