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il lutto

Addio all’ingegner Tomatis, memoria del disastro del Serra

Pietro Barghigiani
L’ingegner Nicolò Tomatis in versione falegname
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L’ingegner Nicolò Tomatis in versione falegname

Calci, nell’incidente perse un figlio, da anni era il presidente dell’associazione dei parenti delle 44 vittime. Ai familiari diceva: "Ogni sera penso a Davide"

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CALCI. Nei momenti in cui il ricordo affiorava con una dose di dolore contro cui non esiste antidoto, si rivolgeva ai familiari quasi confidandosi: «Ogni sera penso a Davide».

Davide è una delle 44 vittime della tragedia del Serra. Un cadetto dell’Accademia Navale di Livorno che il 3 marzo 1977 era sull’Hercules C-130 “Vega 10” che andò a schiantarsi contro il monte cinque minuti dopo il decollo dal Galilei.

Per i credenti Davide ora può riabbracciare il suo papà, l’ingegnere Nicolò Tomatis, scomparso all’età di 93 anni per i postumi della frattura a un femore poco prima di entrare in sala operatoria.

Originario di Trieste, residente nel paese di Pralormo (Torino), l’ingegner Tomatis per oltre dieci anni ha avuto il ruolo di custode della memoria delle vittime di una tragedia sulle cui responsabilità due inchieste, ordinaria e militare, si sono concluse con un’archiviazione. L’errore umano del pilota è sempre stata un’opzione mai scartata.

Da ingegnere, dipendente Enel, Tomatis aveva anche contribuito a livello progettuale all’illuminazione del Faro, il santuario che sul Serra ricorda i caduti.

Sposato con Anna, lascia due figli Barbara e Matteo.

«Il legame con Calci è sempre stato forte – spiega Matteo –. I contatti tra l’Associazione delle Famiglie gli ufficiali del corso Invicti sono molto stretti e affettuosi e si sono intensificati negli ultimi anni. Ma anche la Marina, soprattutto tramite la dirigenza dell’Accademia Navale, è stata molto vicina e mio padre, nei 10 anni che ha rappresentato l’associazione, ha sempre ricevuto un’accoglienza rispettosa e affettuosa. La stessa che ci è stata riservata dal Comune di Calci e dalla Comunità Montana che ringrazio per l’impeccabile lavoro di manutenzione dell’area intorno al Faro che è stata determinante perché non venisse danneggiato dall’incendio del settembre 2018». Una curiosità. Il capo di Stato maggiore della Marina ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone faceva parte del corso Invicti. Era uno dei cadetti “colleghi” di Davide Tomatis.

L’ingegnere e con lui i suoi familiari per 42 anni hanno dovuto convivere con un’assenza a cui non si è possibile dare una risposta che possa placarne lo strazio per un figlio o un fratello scomparso.

«A volte ce lo diceva – prosegue Matteo –. “Ogni sera penso a Davide”. Era in salute, stava bene. La rottura del femore è stata fatale. Non ha sofferto». Il sindaco Massimiliao Ghimenti su Fb ricorda il presidente dell’associazione: «Ho appreso della scomparsa dell’ingegner Nicolò Tomatis, già presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime e padre di uno dei "Ragazzi del Vega 10", che il 3 marzo 1977 si schiantò sul Serra. Ho chiamato i suoi familiari per esprimere loro la vicinanza della nostra comunità. Il prossimo 3 marzo l'ingegnere ci mancherà. E, anche per questo, abbracceremo ancora più forte gli altri familiari che, come ogni anno, giungeranno a Calci da ogni parte d'Italia».

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