Gioco
Il record inconsapevole del “pisano” Mohamed apre il decennio come primo nato in provincia
I genitori sono marocchini. Il papà: «È un segno del cambiamento. Il nome è un omaggio a mio padre, il prossimo figlio lo avrà italiano»
la storia
Lui ancora non lo sa. Glielo spiegheranno con calma. E quando avrà capito cosa è accaduto alle 4,43 del primo gennaio 2020 saprà esserne in qualche modo orgoglioso.
Si chiama Mohamed Amir, sfiora i 3 kg, ed è il primo nato nella provincia di Pisa. Un primato inconsapevole il suo. E anche un segno dei tempi. I genitori sono marocchini, Sara e Mourad entrambi nati a Casablanca, ma da anni vivono in Italia. La loro residenza è a Forcoli nel comune di Palaia. Si sono sentono italiani. Ora è il piccolo Mohamed a mettere le prime radici, più solide di quelle dei genitori, sul suolo italico.
«Siamo felicissimi e ringraziamo tutto il personale del Lotti che ci ha seguito, sono stati bravissimi» esordisce Mourad Arabbak, 36 anni, pronto ad accudire la moglie e ora mamma, la 25enne Sara.
Il primo nato a poche ore dall’inizio del prossimo decennio con cifra tonda è destinato a diventare un simbolo.
La coincidenza temporale della nascita dà conto di un fenomeno che racconta una quotidianità ormai acquisita.
La presenza di stranieri è un punto fermo dal quale non si prescinde. E Mohamed lo ha ricordato a tutti ieri mattina quando è venuto al mondo aprendo idealmente una fase storica che sarà sempre più votata all’integrazione.
Lo conferma papà Mourad, raggiante per il suo primogenito.
«Mio padre è venuto in Italia negli anni Sessanta – racconta al Tirreno –. Io sono qui dal 1998. Mio fratello è nato a Pontedera e ora è cittadino italiano. Noi ci sentiamo italiani e abbiamo sempre rispettato regole e cultura del Paese in cui viviamo. Non sapevo che Mohamed fosse il primo nato in provincia. È una notizia ancora più bella. È un segno dei tempi, di un cambiamento che non può essere fermato. L’arrivo del bimbo è un sigillo a tutto questo. Ci sentiamo e vogliamo essere italiani. Lui lo sarà senz’altro. Mia moglie fa la casalinga, io sono in cerca di occupazione. La gioia per la nascita del bambino è uno stimolo in più per chiedere un aiuto se qualcuno potesse darmi una mano con un lavoro».
Mourad al momento non pensa al secondo figlio, anche se non lo esclude.
«Il nome Mohamed è un omaggio a mio padre, glielo dovevo – spiega il neo papà –. Se dovesse arrivare un fratellino o una sorellina avranno di sicuro un nome italiano». —Pietro Barghigiani
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