Sicurezza
San Giuliano pronto a dire addio a Geofor
san giuliano. Intanto lo stop alla bollettazione per il 2020 e poi la richiesta di cominciare a valutare l’affidamento dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti a una società diversa da Geofor. Sono due delle richieste contenute nell’ordine del giorno proposto da Matteo Cecchelli (per il gruppo consiliare Pd), Jacopo Cambi (Sinistra Unita) e Giacomo Giordani (S.Giuliano Terme Futura) a margine del via libera in consiglio comunale al bilancio di previsione e ai documenti collegati tra cui il piano tecnico economico e il piano finanziario di Geofor in base ai quali viene stabilito il costo della Tari per i contribuenti sangiulianesi. Già, ma quanto si pagherà in realtà la spazzatura se nelle ultime settimane l’azienda dei rifiuti ha annullato la procedura di appalto per il servizi di raccolta porta a porta (e non solo quelli sia a San Giuliano che in diversi altri Comuni pisani) decidendo di assumere in blocco i dipendenti delle società private che fino ad ora avevano in carico quei servizi?
Il ribaltamento di fronte, che pure non dispiace alla maggioranza sangiulianese, in prima linea a chiedere maggiori diritti per i lavoratori in appalto, apre un fronte economico del tutto nuovo: solo il personale costerà a Geofor oltre 2 milioni di euro in più rispetto alle iniziali previsioni del bando. E allora che si fa? La maggioranza sangiulianese non ha avuto dubbi: avanti con l’approvazione del bilancio comunale ma sul fronte rifiuti occorrono (e si attendono entro gennaio) maggiori certezze in termini di costi (e relative conseguenze per i cittadini). Maggioranza che non lesina critiche alla gestione del bando da parte di Geofor «che non ha sentito ragioni in merito e che ha dovuto capitolare solo all’apertura dell’unica offerta economica pervenuta» e che «denuncia mancanza di trasparenza nella formulazione dei costi del servizio e la mancanza di elementi inconfutabili che giustifichino l’aumento dei costi che ricade inevitabilmente sui cittadini». Critiche che suggeriscono alla maggioranza sangiulianese di prendere in esame piani tecnico economici di altre società per valutare «il passaggio a altra azienda nel 2021». Tutto ciò insieme a una revisione critica delle norme regionali che, anziché portare alla nascita di un gestore unico del settore rifiuti in Toscana hanno allontanato dai territori «il controllo politico e tecnico diretto della gestione dei rifiuti urbani e assimilati delegando, di fatto, ad un grande contenitore che ha il monopolio della gestione». — V.L.
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