Sicurezza
«Nessun pranzo di nozze», l’Arci respinge le accuse
«Solo un brindisi che gli sposi, entrambi soci, hanno offerto in una stanza messa a disposizione dal circolo»
san giuliano. “Molti amici……molto amore”, è declinando in questo modo un motto noto e di ben altra origine che il circolo Arci di San Giuliano terme scende in campo per dire la sua su uno degli ultimi casus belli del comune termale: il presunto pranzo di nozze da ottanta invitati ospitato all’interno del circolo. Un caso sollevato con tanto di interrogazione consiliare dalla consigliera comunale della Lega Ilaria Boggi che ha chiesto spiegazioni all’amministrazione sangiulianese.
«Non c’è stato alcun banchetto nuziale e nessuna dichiarazione è stata presentata né tanto meno protocollata il 27 novembre presso il Comune» si legge in una nota del consiglio del circolo sangiulianese che precisa: «il 30 novembre c’è stato un brindisi offerto da due sposi, soci Arci, che con i rispettivi invitati hanno utilizzato una stanza messa a disposizione dal Circolo. Nessuno degli invitati ha usufruito della somministrazione al banco, come previsto dalla legge». I consiglieri del circolo non perdono occasione per una stoccata politica: «Il Consiglio tiene a informare la leghista Boggi che il Circolo Arci ottempera a tutti i propri obblighi tributari che vengono pagati puntualmente alla loro scadenza e non rateizzati in 76 anni come i 49 milioni di euro che la Lega deve ai cittadini Italiani». E poi precisano ancora: «Non si può quindi parlare di indebita concorrenza con le attività di ristorazione del paese, con le quali il nostro Circolo è in buonissimi rapporti, prova ne sia che i nostri avventori sono anche clienti delle altre attività di ristorazione della nostra cittadina. Invitiamo la consigliera Boggi a rimettere nella fondina la richiesta di “attività di repressione” nei confronti del nostro Circolo che ha il merito di essere l’unico spazio di aggregazione socio culturale di San Giuliano Terme dove tutte le persone senza distinzione di classe, di razza (che non esiste), di religione e di sesso sono benvenute purché si riconoscano nella carta dei valori dell’Arci. Infatti la leghista Boggi non è iscritta al nostro Circolo».
Sul caso era intervenuto anche l’ex vicesindaco Franco Marchetti che commenta così le considerazioni della consigliera Boggi: «È la evidente dimostrazione della scarsa considerazione e conoscenza dei ristoranti di San Giuliano», un territorio che vanta «fior fiore di ristoranti, di qualità e di gran lavoro che fortunatamente non temono la concorrenza dei circoli, perché se così fosse non sarebbero messi bene, ma così fortunatamente per i ristoranti e locande non è quindi è strumentale, e non si conosce il territorio». Marchetto è convinto che la consigliera della Lega intenda colpire i circoli che «fortunatamente nel nostro territorio sono punti di riferimento per tanta gente, sono centri di aggregazione e ritrovo. In questi luoghi, riprendendo dalle migliori tradizioni e dalla nostra storia, le persone si incontrano discutono di politica di sociale di cultura, e si qualche volta fanno anche da mangiare ai soci, ma cosi è sempre stato. I circoli stanno vivendo una nuova vita. Una rete di strutture che con grande sacrificio di molti volontari rappresenta una alternativa allo stare chiusi in casa in compagnia di un computer e della solitudine: questi luoghi uniti ad altre realtà sociali del mondo cattolico e sociale, associazioni culturali e ricreative, sono la linfa vitale di una comunità, sono l'alternativa al degrado al quale sempre più rischiamo di andare incontro. Alla consigliere che, legittimamente ma strumentalmente, ha fatto l'interrogazione, molto sommessamente consigliamo di guardare meglio il territorio che intende rappresentare, altrimenti, da ragione al vecchi proverbio cinese per il quale allo sciocco viene indicata la luna e lo sciocco guarda il dito». — V.L.
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