Il Tirreno

Pisa

Buscemi torna a parlare: «Il piano della cultura? Tutta farina del mio sacco»

Cristiano Marcacci
Buscemi torna a parlare: «Il piano della cultura? Tutta farina del mio sacco»

Le idee e i progetti dell’ex assessore alla base del documento d’indirizzo della giunta Conti 

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il ritorno

I capisaldi del piano comunale della cultura approvato da pochi giorni, mai stato così importante dal momento che precede la presentazione della candidatura di Pisa a capitale italiana della cultura del 2021, portano ovviamente la firma del sindaco Michele Conti e dell’assessore Pierpaolo Magnani, ma prendono quasi interamente spunto dal progetto a suo tempo presentato dall’allora assessore Andrea Buscemi, sostituito nei mesi scorsi in giunta proprio da Magnani. Lo sostiene lo stesso Buscemi, il quale torna così sulla scena politica dopo la sua uscita dall’esecutivo di Palazzo Gambacorti.

«Dal Documento unico di programmazione 2020-2022 – spiega Buscemi – ho constatato che pressoché tutti gli obiettivi presenti fanno parte del progetto culturale da me redatto in veste di assessore alla cultura e presentato al sindaco sin dal novembre 2018 perché fosse inserito nel programma di mandato. In esso campeggiano, come si è visto, l'idea della realizzazione di un Museo Civico che possa raccontare la storia della città, così da tramandare la Memoria della grande pisanità (da collocarsi, secondo mia indicazione, o in Palazzo Pretorio o meglio ancora nell'ex convento di San Vito, a contatto di gomito col nuovo Museo delle Navi Antiche), il recupero di spazi fondamentali per gli spettacoli teatrali come San Zeno e l'anfiteatro di Calambrone, la valorizzazione di beni recuperati come gli Arsenali Repubblicani e il fortilizio della Cittadella, l'intensificazione dell'utilizzo dell'atrio di Palazzo Gambacorti, della chiesa della Spina e del centro Sms per l'attività espositiva. A ciò si aggiungono progetti già avviati con grande successo, come l'importante rapporto con case di produzione cinematografiche e televisive per l'utilizzo della città come set di film e fiction, o il festival di spettacoli estivo permanente in piazza dei Cavalieri (quest'anno svoltosi anche in Largo Ciro Menotti) affidato alla gestione e al rischio d'azienda di privati, che nelle mie intenzioni dovrebbe interessare anche il Giardino Scotto e piazza Viviani a Marina (grazie all'intesa del Comune con l'Azienda ospedaliera che ne era proprietaria)».

Buscemi, quindi, vuol mettere in evidenza la continuità dell’attività amministrativa rispetto al suo mandato, poi bruscamente interrotto. «Il rispetto e valorizzazione da parte del sindaco e del mio successore – aggiunge l’ex assessore – del progetto da me ideato per la cultura a Pisa (un approccio da considerarsi certamente nel segno della continuità politica col mio operato) mi confortano dunque circa le idee messe da me in circolo e li interpreto come un riconoscimento dell'attività svolta dal sottoscritto durante l'incarico all'interno della giunta. Ora al Comune non resta che dar compimento ad un'altra delle idee a cui ho sempre particolarmente tenuto: la valorizzazione del ricordo di illustri personaggi pisani attraverso statue a loro dedicate, da collocarsi nel centro storico. Circa il ritorno in piazza XX Settembre della statua dedicata a Leonardo Fibonacci attualmente custodita in Camposanto Vecchio, con me l'Opera del Duomo aveva già espresso parere favorevole. Mentre la statua in onore di Galileo Galilei (prezioso dono degli scultori Gabriele Vicari e Armando Barbon) è ormai stata fusa in bronzo in una fonderia di Pietrasanta e attende solo di essere eretta in largo Ciro Menotti a cento metri dalla casa paterna del grande scienziato». —

Cristiano Marcacci



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