Sicurezza
Ponti vecchi e maltenuti ma sotto controllo per altri due anni
La Provincia rinnova la convenzione con l’Università per il monitoraggio delle 330 infrastrutture sul territorio
PISA. La Provincia di Pisa fa scuola in materia di prevenzione e controllo sui ponti di proprietà, ben 330, sull’intero territorio. Tra le poche ad aver attivato un monitoraggio a tappeto sulle infrastrutture con la collaborazione degli esperti dell’Università di Pisa eprima dle disastro dle ponte Morandi a Genova adesso mette mano alla “fase 2” della collaborazione, rinnovando la convenzione con l’ateneo in chiave progettuale oltre che di controllo e prevenzione: gli esperti dell’Università terranno sotto controllo lo stato di usura e stabilità delle infrastrutture ma studieranno e misureranno «anche gli spettri di carico dei ponti per definire linee guida anche per la futura progettazione di nuove opere» spiega il presidente della Provincia, Massimiliano Angori.
La “fase 2”, cioè il rinnovo della convenzione tra Dipartimento di Ingegneria Civile e Provincia, ha ottenuto il via libera in consiglio provinciale lo scorso 19 dicembre.
A guidare i tecnici sarà, come è stato nel corso degli ultimi due anni, il professor Walter Salvatore, prorettore per l’Edilizia dell’Università di Pisa e professore ordinario di Tecnica delle Costruzioni al dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale. «Come ci insegnano anche le recenti cronache nazionali la prevenzione è la prima opera di messa in sicurezza delle infrastrutture, e la pianificazione degli interventi, in base alle varie priorità, è senza dubbio un elemento essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini» ha detto Salvatore.
Il monitoraggio fin qui condotto sui 330 ponti della Provincia ha messo in evidenza alcune criticità, per lo più di carattere medio basso. Solo nel 7% dei casi sono state rilevate criticità “alte” per la vetustà delle infrastrutture, la qualità scadente dei materiali utilizzati all’epoca della costruzione (e in molti casi ricostruzione) e la scarsa manutenzione nel tempo. «Non sono state evidenziate situazioni problematiche tali da richiedere chiusure immediate - spiega Sergio Di Maio, sindaco di San Giuliano e consigliere provinciale con delega alla viabilità provinciale e alle infrastrutture - ma sono state immediatamente affrontate le situazioni di criticità sulle quali siamo già intervenuti o stiamo intervenendo». Esempi? I ponti di Pontasserchio, Lugnano e Zambra. «La convenzione con l’Università - prosegue Di Maio - è finalizzata a sviluppare un sistema che sia in grado di classificare le priorità di interventi manutentivi sui ponti stradali, lungo la viabilità in gestione alla Provincia».
Il costo per lo svolgimento delle varie fasi oggetto della convenzione ammonta complessivamente a 270mila euro, di cui 150mila a carico della Provincia, quale compartecipazione dei costi, finalizzata alla realizzazione del progetto, e 120mila euro a carico del Dipartimento di Ingegneria Civile. Il termine delle attività della convenzione è stabilito al 31 dicembre 2021.
Il Dipartimento è lo stesso che monitora costantemente lo stato conservativo del Ponte di Ripafratta, da quasi due anni. Ponte che merita un capitolo a parte. Dal marzo del 2017 (ormai quasi due anni fa), quando persero la vita precipitando nel fiume tre persone a bordo di un’auto, il ponte è sotto osservazione e anche sotto inchiesta. Fino ad ora non si è riusciti a capire di chi è e chi deve finanziare la manutenzione. Indispensabile, stante le condizioni del ponte sul quale si transita con alcune limitazioni. I Comuni di Vecchiano e San Giuliano, la Provincia - con la supervisione della Prefettura - fino ad oggi hanno finanziato i controlli e gli interventi sulle rampe. Ma serve capire chi sia il proprietario per realizzare gli altri interventi necessari ai quali Provincia e Comuni non escludono di poter compartecipare. — V.L.
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