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Pisa

polizia postale e delle comunicazioni 

Sotto l’albero c’è la truffa online, salgono le denunce per le finte vendite

La centrale operativa della Polizia Postale e delle Comunicazioni
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La centrale operativa della Polizia Postale e delle Comunicazioni

Sempre più abitanti di Pisa attratti dalle vendite a basso costo in Rete. Dalla questura ecco una serie di utili raccomandazioni 

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PISA. Sono tanti, e di vario genere, i rischi in cui i navigatori della Rete possono incappare facendo shopping online. Le truffe (che nella stragrande maggioranza dei casi trovano terreno fertile nella ricerca di offerte a bassissimo costo e nei tempi ristretti per gli acquisti) e le denunce conseguenti da parte delle “vittime” sono in vorticosa crescita e la Polizia di Stato sta correndo ai ripari, con un incremento dell’attività da parte della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

«Il numero delle segnalazioni e delle denunce ricevute, sommate a quelle delle persone arrestate e denunciate, ha richiamato – ci spiegano dalla questura di Pisa – l’attenzione dei nostri apparati, che hanno potenziato ongi utile strumento per indirizzare l’utenza ad un uso appropriato della Rete e dei pagamenti online e contrastare nel contempo le truffe messe in atto su Internet, anche attraverso la chiusura degli spazi virtuali».

Del resto, che la scelta di acquistare in rete sia legata anche alla possibilità di ottenere risparmi, oltre che alla comodità, non è una sorpresa: alcune ricerche, infatti, confermano che il modello dell’acquisto di impulso legato a offerte speciali, ad esempio stock limitati o con prezzi scontati, si è talmente diffuso che anche i truffatori seriali riescono ad inserirsi con false vendite.

Sulla base delle ultime indagini la Polizia Postale ha portato ad esempio alla luce un complesso modus operandi che vedeva i criminali effettuare i furti della corrispondenza all’interno dei centri di smistamento di Poste Italiane. Una volta impossessatasi delle lettere contenenti le carte di credito, la banda metteva in atto la tecnica del “vishing” (neologismo anglosassone ottenuto dalla crasi tra le parole “voice” e “phishing”). Il gruppo dei “telefonisti” chiamava i vari istituti emittenti delle carte e, presentandosi come maresciallo dei carabinieri o ispettore di polizia, affermava di aver appena sequestrato un consistente numero di carte di credito rinvenute in possesso di alcuni malviventi. Con fare perentorio e con la scusa di riconsegnare i titoli in sequestro, si faceva quindi indicare il numero di telefono dei clienti. Una volta in possesso dei dati, l’organizzazione rivolgeva la sua abilità criminale proprio verso i clienti, ai quali, spacciandosi per dipendenti della banca, venivano paventati problemi connessi all’attivazione della carta, riuscendo alla fine a farsi indicare il Pin.

Di pisani ultimamente raggirati nei vari modi ce ne sono parecchi. E vanno ad ingrossare il bilancio del compartimento regionale della Polizia Postale e delle Comunicazioni. «Negli ultimi tre mesi – afferma la dottoressa Barbara Strappato – sono state ricevute 867 denunce di truffe online e clonazione di carte di credito/phishing con un danno economico totale di circa settecentomila euro. Complessivamente, sono state denunciate 174 persone».

Dalla questura di Pisa mettono in guardia e ripetono ulteriormente i consigli utili più preziosi per non incappare in “brutte” sorprese. «Occorre – spiegano gli esperti – utilizzare software e browser completi ed aggiornati. Può sembrare banale, ma il primo passo per acquistare in sicurezza è avere sempre un buon antivirus aggiornato all’ultima versione. Poi, è opportuno dare la preferenza a siti certificati o ufficiali (un sito deve infatti avere gli stessi riferimenti di un vero negozio), leggere i commenti e i feedback di altri acquirenti e utilizzare soprattutto carte di credito ricaricabili».

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