Più poliziotti in borghese contro i borseggi
Pisa: i furti scesi da 69 a 35. Crescono le presenze in divisa, ma il cambio di passo è arrivato con i controlli in abiti civili
PISA. Se ne accorgono solo quando vengono scoperti. Poco dopo aver commesso un furto o mentre allungano le mani nelle borse dei passeggeri.
Quello che sembrava un viaggiatore in attesa del treno in realtà è un poliziotto in abiti civili con le antenne ben orientate sui movimenti di gente sospetta. Un occhio clinico per capire al volo chi è in stazione per salire o scendere da un treno e chi trasforma lo scalo in un terreno di caccia.
Il cambio di passo nella sicurezza alla stazione di Pisa centro è arrivato con l’utilizzo massiccio degli agenti in borghese. Il dirigente Giovanni D’Allestro, a capo di una sezione di 35 agenti, ha organizzato il servizio seguendo anche le direttive del questore Paolo Rossi. Il numero che rende l’idea degli effetti del nuovo corso è eloquente: nel 2018 c’erano stati 69 furti; nel 2019, dato parziale, siamo a 35.
Le rapine furono 3 l’anno passato e in quello in corso la casella è ancora vuota.
È soddisfatto il questore Paolo Rossi dell’andamento della sicurezza in piazza della stazione e zone collegate. Da settimane sono finite le risse con feriti. I litigi occasionali rimangono, ma tra balordi storditi dall’alcol.
«Abbiamo incrementato i servizi della questura fuori dalla stazione – spiega il dottor Rossi – e dentro sono aumentati quelli in borghese e in divisa. I risultati sono positivi».
Lo sciame di borseggiatrici si è ridotto grazie all’effetto deterrente delle divise che pattugliano androne e binari con un occhio ai sottopassi.
Quello che era l’assalto ai turisti, quasi sempre stranieri, è un ricordo non troppo lontano. Restano ancora in circolazione i ladruncoli che approfittano del bersaglio spaesato che si muove da vulnerabile nello scalo. Ma il contrasto, tra prevenzione e repressione, nel tempo ha modificato in positivo anche la percezione di sicurezza. Il controllo costante, 24 ore su 24, è assicurato da telecamere e agenti della Polfer. La fascia in cui viene concentrata una maggiore attenzione va dalle 10 alle 22. E qui, in parallelo ai giri appiedati dei poliziotti in piazza e all’interno della stazione, si muovono gli agenti in borghese pronti a cogliere e bloccare i personaggi sospetti che ormai bazzicano la zona con minore frequenza, scoraggiati dal pressing quotidiano degli agenti con o senza divisa.
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