Gioco
L’ex direttore di Bankitalia: «In Italia serve più eccellenza»
PISA. «L’Italia ha bisogno di una educazione di eccellenza, di un riconoscimento del merito e del talento. Questo le tre scuole di eccellenza sanno farlo molto bene e possono dare un contributo importante al sistema paese». Lo ha detto l’economista Salvatore Rossi, ex direttore generale della Banca d’Italia, intervenendo alla Scuola Sant’Anna di Pisa dove ha tenuto una lectio magistralis durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2019-20.
Rossi è presidente del cda della federazione tra Scuola Normale Superiore, Sant’Anna e Iuss di Pavia. Un ruolo occupato prima di lui da Giuliano Amato, presente ieri all’inaugurazione, e allievo del collegio medico-giuridico della Scuola Normale Superiore confluito dal 1987 nell’istituto di piazza Santa Caterina.
«L’economia italiana ha da un quarto di secolo una malattia che si è cronicizzata – ha spiegato Rossi –: ovvero aver perso la capacità di svilupparsi con l’intensità necessaria a tenere il passo degli altri paesi con cui si confronta. La causa principale sta nella dimensione delle imprese italiane e nel loro essere troppo familiari. Sono troppo poche quelle che decidono nel corso del tempo di fare un salto dimensionale o di assetto proprietario e organizzativo».
Per Rossi, «dal dopoguerra a metà degli anni ‘90 l’Italia è stata capace di crescere e fare cose meravigliose. La stessa cosa non ha invece saputo farla quando sono cambiate in tutto il mondo le tecnologie di uso generale e si è affermata una nuova ondata di globalizzazione dei commerci e dei costumi».
Ma se l’Italia è ancora competitiva, secondo Rossi, lo si deve proprio ad alcune imprese che custodiscono il «genio italico». Per Rossi è poi necessario «dotare l’Italia di infrastrutture moderne per fare un salto di qualità». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
