Il Tirreno

Pisa

cerimonia a calci 

Cittadinanza onoraria al “papà” del Museo

D.R.
Cittadinanza onoraria al “papà” del Museo

Grazie al professor Barbuti il centro di Storia Naturale  negli anni ha più che triplicato il numero di visitatori 

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calci. «Grande collaborazione, disponibilità e concreti risultati che hanno permesso una crescita in termini di promozione e di presenze turistiche».

Con queste motivazioni il sindaco Massimiliano Ghimenti ha conferito la cittadinanza onoraria di Calci all’ex direttore del museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa Roberto Barbuti, che dopo sette anni al comando della galleria ospitata negli spazi della Certosa di Calci ha passato il testimone all’ex vice-direttrice Elena Bonaccorsi.

Con una breve, ma intensa cerimonia, il primo cittadino ha assegnato sulla base di una delibera approvata lo scorso settembre dal consiglio comunale il più elevato riconoscimento previsto.

«Sotto la gestione del professor Barbuti, il museo ha accresciuto del 338% il numero di visitatori, passando dalle circa 20mila ad oltre 70mila visite annuali - sottolinea il sindaco -. Una crescita esponenziale che ha permesso di aumentare la visibilità e la promozione di Calci, con un ritorno in termini di presenze. L’apertura al territorio, le collaborazioni attivate e le tante iniziative promosse hanno fatto del museo e della Certosa la casa di tutti i calcesani. La cittadinanza onoraria è un atto doveroso per quanto il professor Barbuti ha fatto in termini di promozione e di sviluppo non solo del museo, ma anche di Calci e del territorio».

Membri del consiglio comunale e decine tra cittadini, esponenti dell’associazionismo e personale del museo hanno partecipato alla cerimonia. Presente anche la nuova direttrice Bonaccorsi.

«È un onore ricevere questo riconoscimento, che certifica il lavoro svolto - commenta Barbuti -. Mi sono impegnato per la crescita e lo sviluppo del museo e quindi, indirettamente, anche per il territorio. L’obiettivo che mi sono posto dall’inizio del mandato è stato quello di far conoscere il più possibile il museo, oltre a rimodernarlo. Abbiamo rivisto e riprogettato le varie esposizioni, affiancando importanti iniziative temporanee. In due anni abbiamo raddoppiato i visitatori. Il colpo grosso è stata la donazione Barbero, oltre 500 animali tassidermizzati che rappresentano una delle più importanti collezioni d’Italia. Questo ha portato ad una ulteriore crescita di visitatori, arrivati a quota 70mila. Siamo riusciti a portare il museo al livello delle migliori gallerie europee. Occorre promuovere sempre più il museo, ma il prossimo passo da fare – conclude Barbuti - è la creazione e l’esportazione di mostre temporanee per ottenere ancora più visibilità e risorse economiche». —

D.R.

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