Il Tirreno

Pisa

omicidio colposo 

Bimba soffocata, chiesto il processo per una seconda maestra di sostegno

P.B

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un’operatrice di sostegno scolastico è stata assolta, una maestra è sotto processo. Ora spunta una terza imputata per la morte della bimba di 6 anni soffocata da un pezzo di gommapiuma alla scuola d’infanzia Agazzi tre anni fa.

Il sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo di una terza persona, Elena Marchetti, di Pisa, insegnante di sostegno di un altro bimbo con disagi che la mattina del 2 dicembre 2016 si trovava nello stesso ambiente in cui maturò la tragedia della piccola disabile.

All’individuazione della presunta responsabilità dell’imputata, che comparirà a breve davanti al gip Giulio Cesare Cipolletta, la Procura è arrivata seguendo il ragionamento scritto nelle motivazioni della sentenza di assoluzione dell’insegnante di sostegno della bambina deceduta. Spiegando perché Roberta Castellani, 39 anni, di Sarzana non aveva avuto alcuna responsabilità nell’episodio (la Procura ha fatto appello contro l’assoluzione), il gup Pietro Murano indica in Elena Marchetti la figura che in quel frangente temporale avrebbe potuto e dovuto intervenire per togliere il pezzo di gommapiuma dalla bocca dell’alunna.

Era a pochi metri e anche se aveva in carico un altro bambino, secondo l’accusa, era comunque nelle condizioni di soccorrere quella che di lì a poco diventerà la vittima di un incidente ritenuto evitabile.

Fin dal primo interrogatorio e poi anche davanti al giudice nel corso del processo con rito abbreviato, Castellani ha sempre ribadito la sua posizione: «Non ero io in quel momento a dover controllare la bimba. Ci doveva pensare la maestra. Nel momento in cui ha ingerito la gommapiuma doveva essere la maestra (Donatella Polvani, a processo con rito ordinario, ndr) a guardarla, non io. Anzi, lei proprio per evitare quello che poi è successo, doveva stare attenta che nell’aula non ci fossero cose pericolose con cui la piccola potesse venire a contatto».

Nel processo adesso entra anche una terza operatrice, la cui posizione inizialmente era stata valutata insieme a quella di una responsabile di plesso e poi accantonata nel procedere delle indagini.

Nei confronti dell’educatrice poi assolta la Procura muoveva una contestazione omissiva realizzata attraverso una disattenzione involontaria dagli effetti fatali. Di sicuro passarono secondi fondamentali dal momento dell’ingestione del corpo estraneo all’intervento di salvataggio. Istanti durante i quali nessuno si rese conto di cosa si era innescato. —

P.B

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze