Gioco
Al lavoro nelle superiori perché il merito diventi un ascensore sociale
Pisa. «In Italia ci sono ancora molti studenti di talento provenienti da ambienti socio economici fragili che decidono di non iscriversi all’Università, e questo è una grande perdita per il nostro Paese». La rettrice Sabina Nuti durante il discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico del Sant’Anna ha affrontato anche il tema dell’accessibilità agli studi universitari. Un problema a cui la Scuola cerca di porre rimedio in particolare con il progetto “Me.Mo.” destinato agli studenti che frequentano il 4° anno degli istituti secondari.
“Me.Mo.” è l’abbreviazione di “Merito e Mobilità sociale”. Si tratta di un programma che si propone di sostenere il percorso verso la scelta universitaria di studenti di alto merito provenienti da contesti socio-economici fragili. Già dal prossimo 7 gennaio cominceranno una serie di iniziative di orientamento che porteranno il Sant’Anna nei licei e negli istituti scolastici e viceversa.
Negli scorsi mesi le scuole superiori sono state invitate a segnalare fino a un massimo di 5 studenti iscritti al 4° anno che si distinguono per criteri di merito (sia in termini di risultati scolastici sia di potenzialità e curiosità intellettuale) e di contesto socio-economico di provenienza (titolo di studio dei genitori). Tra le oltre 400 segnalazioni pervenute una commissione di valutazione ha individuato 135 partecipanti al progetto provenienti da 95 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale.
Nel corso del 2020 saranno affiancati dai docenti pisani e saranno ospiti del Sant’Anna gratuitamente e con rimborso delle spese di viaggio. L’obiettivo è orientare i giovani, abituarli a lavorare insieme, prepararli ai test universitari e farli vivere un’esperienza di campus. Il tutto per favorire il loro futuro accademico. —
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