Gioco
Prima pietra del nuovo Santa Chiara «Stiamo facendo la storia di Pisa»
Festa a Cisanello per la partenza del cantiere del 3° lotto che permetterà di chiudere l’ospedale in centro
PISA. «Buon Santa Chiara a tutti». A poco più di 10 giorni dal Natale è tempo di auguri, ma a Pisa ieri c’era spazio solo per celebrare il nuovo ospedale di Cisanello. E nella tensostruttura allestita al padiglione 140, gli auguri e le celebrazioni erano tutti per la posa della prima pietra dell’ultimo lotto dei lavori che permetteranno di trasferire tutti i servizi sanitari dall’ospedale monumentale in Piazza dei Miracoli nello stabilimento dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) alle porte della città. Ieri c’è stata la posa della prima pietra, entro sei mesi la conclusione delle opere propedeutiche e poi via alle nuove costruzioni per un investimento di circa 500 milioni di euro, che secondo i piani entro tre anni consegnerà a Pisa e alla Toscana uno dei più grandi e avanzati poli ospedalieri europei.
«Stiamo scrivendo una storia secolare visto che il “vecchio Santa Chiara” risale al 1300 – ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi durante la cerimonia della posa della prima pietra – e credo che in occasioni come questa non debba mancare il giusto orgoglio per ciò che siamo riusciti a fare. Per questo è giusto fare una cerimonia sobria, ma significativa. Pietro Nenni, in un discorso in Parlamento del 1959, raccontò questa storia: “Due operai stavano impilando mattoni. Un passante chiese loro: Cosa fate? Uno di loro rispose: Impilo mattoni. L'altro: Innalzo una cattedrale”. Ecco: oggi stiamo dando il via all’ultimo lotto di lavoro del nuovo Santa Chiara e qui si sta innalzando una cattedrale. Per costruire il vecchio Santa Chiara ci impegnarono 80 anni. Per il nuovo ce la siamo cavata in 25 anni».
Il nuovo ospedale, ha assicurato il direttore generale dell’Aoup Silvia Briani, sarà completato «nel 2024, restituendo a Pisa uno dei più grandi e avanzati poli sanitari europei, seguendo un progetto sviluppato secondo logiche per intensità di cura, con camere singole e i familiari dei pazienti che potranno trattenersi per la notte e usare spazi comuni attrezzati. Sarà un grande ospedale, non un ospedale grande».
Secondo il rettore dell’università di Pisa Paolo Mancarella, «oggi inizia un cammino strategico che interviene in maniera decisiva sul futuro della città con la restituzione del vecchio ospedale alla fruizione collettiva e perché quella che è già un’eccellenza nazionale adesso sarà ancor di più esaltata competendo a livello europeo e internazionale».
Infine, l’assessore regionale al Diritto alla salute Stefania Saccardi ha assicurato che «il nuovo ospedale non sarà solo un bel posto, ma un luogo dove continueremo a investire sul capitale umano per garantire il livello più alto possibile di sanità». —
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