Il Tirreno

Pisa

Ora la sfida è sul futuro del complesso monumentale

Giuseppe Boi

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Ci siamo. La posa della prima pietra permette di vedere la fine del percorso che porterà al definitivo trasferimento dei servizi ospedalieri ora ospitati nel complesso monumentale del Santa Chiara. I tempi previsti sono di 4 anni e mezzo: 6 mesi per le opere propedeutiche, 3 anni per i lavori veri e propri e 6 mesi di “start up” «perché – ha spiegato il responsabile dell’Aoup, Rinaldo Giambastiani – non è un trasloco semplice: c’è di mezzo l’assistenza ai malati». E sul rispetto del cronoprogramma c’è ottimismo, perché dalla consegna del nuovo Santa Chiara partirà per l’impresa appaltatrice la gestione novennale e, soprattutto, la riconversione dell’area monumentale. Vale a dire la fetta più importante della torta. Non a caso ieri, mentre tutti celebravano il nuovo e si autocelebravano, il sindaco Michele Conti ha richiamato tutti all’ordine: «Ora si apre il fronte del recupero di una zona a due passi dalla Torre pendente. E noi vogliamo dire la nostra. Già dalle prossime settimane va aperto un confronto con Regione, Aoup e azienda appaltante per capire se, a dieci anni dal piano Chipperfield, per l’area storica ci sono elementi da rivedere, aggiornare e migliorare». Insomma, è stata posta solo la prima pietra, ma il nuovo Santa Chiara è già archiviato e l’attenzione si sposta su quella che è la vera sfida urbanista della città nel XXI secolo. —

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