Il Tirreno

Pisa

povertÁ: numeri in crescita 

«Trentamila euro per mettere in piedi la mensa sociale»

Andrea Chiavacci

L’annuncio dell’assessore al sociale Gambaccini in occasione del pranzo per i senza tetto della città

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PISA. Un centinaio di ospiti hanno partecipato al pranzo di Natale organizzato dal comune di Pisa assieme alla cooperativa Il Simbolo e alla società della salute nei locali dell’asilo notturno di Via Conte Fazio, dove ogni notte si incrociano le vite e le storie di tante persone senza fissa dimora che vivono nella nostra città.

Per una volta la struttura notturna ha vissuto in maniera intensa anche di giorno grazie soprattutto al lavoro dei tanti collaboratori e volontari. L’assessore alle politiche sociali del comune di Pisa e presidente della Società della Salute Gianna Gambaccini lo definisce un piccolo ma significativo segnale di solidarietà: «Nelle nostre possibilità cerchiamo di dare attenzione a quelle persone che vivono in difficoltà. In cantiere abbiamo un progetto da 30mila euro per una mensa sociale del Comune che si andrebbe ad aggiungere alle mense già presenti in città come quelle della Caritas e del Cottolengo».

Un fenomeno, quello degli homeless, che sta mutando negli ultimi anni. «I cambiamenti sociali e la perdita di lavoro e poi dell’abitazione ha portato in strada anche tanti pisani – spiega Gambaccini. – Stiamo lavorando in una realtà difficile e le risorse non sono illimitate. In estate abbiamo messo 1,8 milioni a disposizione per riqualificare gli alloggi vuoti».

All’orizzonte c’è un progetto proprio in favore di quelle persone che hanno perso un lavoro e una casa: «È presto per parlarne in modo concreto – conclude Gambaccini, - ma la mia idea è quella di ripristinare i lavori socialmente utili per il reinserimento completo di chi vive in uno stato d’indigenza».

L’asilo notturno di Via Conte Fazio ha 24 posti ordinari più 4 posti di emergenza sanitaria, a disposizione di quelle persone che vengono dimesse dai reparti ospedalieri. Inoltre da pochi giorni sono disponibili altri 6 posti, attivi solo in inverno e in estate, per fronteggiare le emergenze di freddo e caldo. Massimo Ceriale della Cooperativa Il Simbolo è una delle persone che segue direttamente il progetto homeless in città: «Il fenomeno delle persone senza fissa dimora non vede calo. Tra loro ci sono molti italiani, molti pisani, qualche giovane e alcune donne. Stare in strada con il freddo è pericoloso e l’avvicinarsi al periodo delle feste non è mai semplice. Ci troviamo di fronte a storie umane di qualsiasi tipo e tutte molto diverse tra loro». In questi giorni di grande freddo l’organizzazione è impegnata al massimo su tutti i fronti. «C’è una nostra equipe che si muove in strada di giorno e di notte distribuendo sacchi a pelo e facendo un lavoro di grande attenzione per intercettare le situazioni più a rischio». Tnte le richieste di aiuto che arrivano alla struttura e ai volontari che la fanno funzionare. «In particolare - prosegue Ceriale - sono tantissime le segnalazioni da parte di cittadini ed esercenti. In generale c’è molta sensibilità e non prevale un sentimento di fastidio o insicurezza. La nostra unità di strada ha una collaborazione intensa con la polizia municipale per uno scambio costante di informazioni e di interventi congiunti, ognuno ovviamente con la propria modalità di operare. Pisa è riuscita negli anni a creare un sistema che funziona e che è molto avanzato». La struttura di via Conte Fazio è una delle attività dell’associazione che segue anche altri progetti: «Binario Zero alla stazione , che è un centro diurno aperto tre volte a settimana, e poi seguiamo il programma House in first per l’inserimento in nuovi alloggi di sei persone che vivono in strada. Un progetto molto innovativo nato in Toscana. Proprio Pisa è stata la prima città ad aderire». —

Andrea Chiavacci

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