Gioco
Logli lascia l’avvocato Cavani e nomina un nuovo difensore
pisa. Prima l’affiancamento allo storico legale che risale ai giorni successivi all’arrivo nel carcere di Massa. Poi il mandato unico. Antonio Logli ha un nuovo avvocato.
Si chiama Enrico Di Martino, appartiene al Foro massese e nel suo curriculum ci sono processi per mafia e omicidio.
È una mossa a sorpresa quella dell’ex impiegato del Comune di San Giuliano Terme, in carcere dal 10 luglio per scontare la condanna a 20 anni per l’omicidio e la distruzione del cadavere della moglie, Roberta Ragusa, sparita nel nulla nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.
L’avvocato Roberto Cavani è stato al fianco di Logli fin dal primo giorno in una storia che il marito di Roberta continua a sentire come ingiusta per l’esito dei tre gradi di giudizio che lo hanno riconosciuto colpevole di un delitto senza cadavere.
Lunedì Cavani era in carcere a Massa per consegnare a Logli le 47 pagine di motivazioni scritte dalla Cassazione in cui si spiega perché al di là di ogni ragionevole dubbio è lui l’assassino di Roberta Ragusa.
L’avvocato Di Martino, contattato dal Tirreno, conferma l’incarico ricevuto.
«La nomina in affiancamento risale a luglio – spiega il legale –. Non posso anticipare niente sul mandato professionale perché devo studiare il caso. E di carte da leggere in questa storia ce ne sono tantissime».
Sulla prospettiva di assistere un condannato giudicato fino alla Suprema Corte, l’avvocato indica le due strade possibili.
«Ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo o revisione del processo» chiosa il professionista che al momento non ritiene di aggiungere altri dettagli.
Cavani spiega che dal 10 luglio non ha più un mandato per seguire Logli per aver esaurito l’incarico fino in Cassazione.
«Mi aveva anticipato di voler dare un incarico al collega – spiega l’avvocato –. Sul ricorso al Cedu e per la revisione del processo aveva suggerito ad Antonio di valutare un professionista specializzato su quei temi che mi avrebbe potuto aiutare. Ora prendo atto della nomina. Quando lo rivedrò mi dirà se sono ancora il suo legale». —
P.B.
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