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Pisa

La politica 

Interrogazione in parlamento sul blitz abusivo in Ateneo

La deputata della Lega Legnaioli chiederà chiarimenti al ministro  dell’Istruzione e università. L’eurodeputata Ceccardi: «È una vicenda agghiacciante»

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Pisa. Il blitz di Bello FiGo nell’Università di Pisa per girare le immagini del videoclip “Trombo a facoltà” finisce in parlamento. Sulla vicenda il deputato della Lega, Donatella Legnaioli, presenterà al ministro dell’Istruzione, università e ricerca una interrogazione parlamentare. La notizia è stata resa nota ieri insieme a una serie di prese di posizione sulla vicenda pubblicata in anteprima dal Tirreno.

La prima a commentare è stata l’eurodeputata ed ex sindaca di Cascina Susanna Ceccardi. «Un’offesa per l’Ateneo pisano, luogo di cultura e formazione; un’offesa per gli studenti e per le istituzioni cittadine. Non ci sono parole per commentare il video, se non vergogna ed imbarazzo per la mancanza di rispetto verso l’intera comunità di Pisa», si legge in una nota. «È agghiacciante – prosegue Ceccardi – che un video musicale dai contenuti ben sopra le righe, senza censure, che parla esplicitamente di sesso e che veicola messaggi poco educativi, sia stato girato in un’aula dell’Università ed è una cosa vergognosa che sia stato permesso al cantante di filmare indisturbato in facoltà, attorniato da modelle vestite in abiti succinti. Ci chiediamo chi abbia permesso tutto questo».

Netta anche la posizione Elena Vizzotto, responsabile Lega Toscana politiche femminili: «Non solo Bello Figo offende l’Università di Pisa, ma anche tutte le donne, ogni giorno vittime di violenze e soprusi. Auspico che l’Ateneo faccia davvero chiarezza su chi abbia permesso che venisse girato quel video, un coacervo di volgarità e nulla cosmico da lasciare basiti, dato che è improbabile che nessuno si sia accorto del personaggio in questione e delle riprese. Mi chiedo se davvero quelle canzoni siano il messaggio che vogliamo far passare ai giovani: le volgarità espresse in pochi minuti e l’idea di donna come “gioco facile” del suddetto personaggio credo siano ben distanti da qualsiasi forma di educazione che vorremmo per i nostri figli e nipoti. Video di questo tenore, gettati in pasto ad un pubblico di adolescenti, incitano a perseguire comportamenti poco edificanti».

Sul caso interviene anche Francesco Berti, deputato del M5s: «L’Università di Pisa ha il dovere di tutelare il proprio decoro e la propria immagine, in quanto patrimonio culturale di tutta la comunità Toscana – si legge in una nota –. L’Università non è un “brand” a disposizione del primo fenomeno di turno. Se Paul Yeboah (in arte Bello Figo) ha utilizzato i locali e i simboli del Dipartimento di Economia e management senza “pagare affitto” o chiedere il permesso, trasformando arbitrariamente l’Università in un set di un video, ne dovrà rispondere. Ho chiamato la Segreteria del Rettore per informarmi sulle azioni che l'Università intende intraprendere». —

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