Anche un pool di informatici sulle tracce di Bello FiGo
Il direttore di Economia e management, Silvio Bianchi Martini, sulla clip realizzata dal rapper in facoltà: «Ha offeso migliaia di studenti e profanato un luogo libero»
«È stata una dottoranda ad avvertirci del video». È stata una telefonata di duna studentessa ad avvertire il direttore del dipartimento di Economia e Management, Silvio Bianchi Martini, di scene realizzate all’interno e all’esterno delle aule universitarie e diffuse tramite YouTube dal trapper Bello FiGo.
Gli studenti dell’Università di Pisa non riescono a “digerire” il video realizzato senza autorizzazioni da Bello FiGo in un’aula del dipartimento di Economia e management. E non perché quello che è stato definitivo il profeta del trap sia riuscito a intrufolarsi nell’ormai famosa aula 4 insieme a videomaker, fotografa e a cinque giovanissime modelle vestite solo con provocatori completini intimi.
O almeno, non solo.
Ad indignare sono soprattutto i contenuti di un videoclip trash, al limite del porno, e testi che fanno del sesso il filo conduttore di “Trombo a facoltà” una delle ultime hit dell’artista italiano di origini ghanesi diventato negli ultimi anni l’idolo dei ragazzini.
Ed è stata proprio una dottoranda del dipartimento di via Cosimo Ridolfi ad aver inaugurato la “rivolta” contro quei contenuti audio-video che stanno mettendo in imbarazzo l’Ateneo pisano.
L’allarme in Università è in pratica scattato subito. Già venerdì scorso, 6 dicembre, a poche ore dalla pubblicazione sul canale Youtube di Bello FiGo del video girato in facoltà. Riprese che, presumibilmente, sono state fatte a inizio novembre, come si può ricostruire dalle Instagram stories del trapper di Parma.
«Ho subito avvertito il rettore e l’avvocatura dell’Ateneo», ricostruisce il direttore. Uno scambio di telefonate che ha dato avvio all’iter di verifiche che si concluderà con la presentazione di una denuncia nei confronti dell’artista e del cast «per difendere l’immagine e l’onore dell’Università», specifica Bianchi Martini.
Verifiche, alle quali parteciperanno anche alcuni esperti informatici, che dovranno far luce soprattutto sulle modalità con le quali il trapper, le modelle e i due professionisti sono riusciti a prendere possesso dell’aula e, presumibilmente per alcune ore, ad “occupare” con un set una parte del dipartimento.
«Sicuramente non sono entrati di notte, perché gli allarmi avrebbero fatto il loro dovere e nemmeno durante gli orari di forte frequentazione (mattina e primo pomeriggio, ndr)», sono le ipotesi avanzate dal direttore di Economia. «Probabilmente – aggiunge – sono riusciti a confondersi tra gli altri studenti (vista anche la giovane età del cast, ndr) nelle ultime ore del pomeriggio».
Nel dipartimento di Economia gravitano oltre 6mila studenti e con l’adiacente Polo Piagge il numero supera abbondantemente le 10mila unità. A queste si aggiungono decine e decine di professori e amministrativi. Impossibile, quindi, per i custodi controllare con continuità ogni acceso al dipartimento.
«L’Università – conclude Bianchi Martini – è per definizione un luogo libero, aperto ed accessibile. Questo è però un atto abusivo, sgradevole ed offensivo nei confronti delle donne e delle migliaia di studenti che arrivano da tutta Italia per studiare nel nostro Ateneo». –
Altro servizio a pag. 10
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