Il Tirreno

Pisa

chiesto il rito abbreviato 

Stalking, armi e droga imprenditore a processo

P.B.

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PISA. Sarà processato con rito abbreviato un 48enne pisano che nel maggio scorso venne arrestato dalla polizia dopo essere stato denunciato dalla moglie.

L’arresto aveva avuto un prologo capace di innescare poi l’attività dei poliziotti conclusa con le manette.

Era un pomeriggio di maggio. La donna era in auto, dopo essere scappata da casa, e al cellulare con la polizia in stato di choc raccontava del marito che la stava inseguendo per le strade della città.

Alla fine la consorte in fuga si era rifugiata negli uffici della questura dando il via con il suo sfogo alle indagini.

Ora quella storia finisce davanti al gup Donato D’Auria.

L’imputato, imprenditore pisano (omettiamo le generalità per tutelare la parte offesa, ndr), ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato sulla base degli atti e con lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

È accusato di stalking, detenzione a fine di spaccio di 59 grammi di cocaina e possesso illegale di armi.

Secondo la querela della moglie sarebbero stati diversi gli episodi di maltrattamenti e atti persecutori da parte dell’uomo nei suoi confronti fino al punto da fuggire di casa durante l’ennesima lite, in quel caso con toni più violenti del solito, e denunciarlo.

Quando la polizia era andata a casa per rintracciare il marito della donna che si era precipitata in questura, gli agenti avevano eseguito anche una perquisizione.

Un controllo al termine del quale erano stati scoperti la droga e due fucili detenuti illegalmente, uno ad aria compressa, l’altro una doppietta calibro 12, peraltro risultato rubato, a cui era stata tagliata la canna per essere nascosta meglio. —

P.B.



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