Il Tirreno

Pisa

TRIANGOLO AMOROSO TRAGICO 

Omicidio, ex aviere della 46ª finisce a processo

P.B.

Rinviato a giudizio per l’assassinio a colpi di pistola del marito della sua ex compagna con l’aggravante della premeditazione

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pisa. Rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, il luogotenente dell’Aeronautica Francesco Ruggiero, 47 anni, originario di Benevento, per oltre dieci di stanza a Pisa alla 46a Brigata Aerea e ancora con amici in città.

Lo ha deciso il gup Fabrizio Garofalo del Tribunale di La Spezia. La prima udienza davanti alla Corte d’Assise si terrà il 14 febbraio 2020.

Ruggiero sparò e uccise in strada l’11 marzo scorso il ristoratore di Cadimare Enzo D’Aprile, 54 anni, marito della sua ex compagna, Nicoletta Novelli. Nei giorni scorsi il capo della Procura spezzina Antonio Patrono e il pubblico ministero Monica Burani, titolare del fascicolo, dopo aver chiuso le indagini, hanno presentato richiesta di rinvio a giudizio La pesante accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario con premeditazione e porto illegale di armi.

L’imputato è difeso dall’avvocato Maria Concetta Gugliotta che al termine dell’udienza preliminare ha affermato: «In questa storia non c’è nulla di scontato e tante cose verranno fuori nel corso del dibattimento». Il difensore è convinto di poter dimostrare l’assenza di premeditazione nel gesto del suo cliente che, stando all’avvocato, si sarebbe difeso dall’aggressione del marito della sua ex compagna. La vittima stava accompagnando in auto a Firenze la figlia, studentessa universitaria, ma anche la donna che aveva prenotato una visita medica. Enzo D’Aprile stava caricando i bagagli sul suo Suv quando apparve il militare a bordo di una Fiat 500 noleggiata. Aveva preparato tutto nei minimi particolari, secondo l’accusa: accecato dall’ira, speronò la Jeep di D’Aprile per fermarla e portare a termine il suo obiettivo: uccidere il rivale in amore. D’Aprile scese dall’abitacolo per affrontare il rivale che sparò cinque colpi di pistola.

Tre proiettili colpirono a morte il ristoratore, un o colpo centrò il fuoristrada, il quinto e ultimo andò a vuoto. D’Aprile cercò anche di scappare ma non ebbe scampo. La donna era ancora la moglie di Enzo e dopo un periodo di crisi si stava riavvicinando al marito. Nella versione dell’imputato Ruggiero voleva proteggere l’ex compagna dal marito perché la considerava in pericolo di vita. Lui era tormentato dai racconti della donna su presunte violenze e angherie inflitte dal coniuge. Versione rigettata completamente dai familiari della vittima che si sono costituiti parte civile, compresa l’ex convivente di Ruggiero. —

P.B.

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