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il terremoto del mugello 

La terra trema anche a Pisa, Torre sotto controllo

F.L. Altri servizi alle pag. 2 e 3
La terra trema anche a Pisa, Torre sotto controllo

La scossa delle ore 4,37  è stata avvertita in città I dati dei sensori sul campanile  hanno lasciato tranquilli i tecnici dell’Opera della Primaziale

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PISA. La terra trema, al Mugello. Il sisma è così forte che si propaga e si sente persino nel pisano. Sorvegliata speciale la Torre. «Tutto ok, nessun allarme». I sensori posti sul monumento hanno mandato subito i risultati sui monitor. All’ufficio tecnico dell’Opera della Primaziale controllano, come ogni volta che si accende un’ipotetica luce rossa. Così anche ieri, dopo la serie di scosse avvertite nella notte. La più forte, magnitudo 4.5, alle 4.37, è stata avvertita fin sulla costa. Epicentro nell’area compresa tra i comuni di Scarperia e San Piero, nel fiorentino, ipocentro ad una profondità di 9 chilometri.

Il monitoraggio della Torre è effettuato giorno dopo giorno dall’Opera della Primaziale. Che, trimestralmente, oppure in situazioni di eventi eccezionali, invia i dati al comitato di salvaguardia presieduto dal professor Salvatore Settis e composto dai professori Carlo Viggiani, Donato Sabia e Nunziante Squeglia, con quest’ultimo che svolge il ruolo di costante “cerniera” con l’Opa.

I sistemi di monitoraggio installati sulle strutture rilevano non solo gli spostamenti assoluti, le variazioni di apertura delle lesioni e di temperatura, il carico del vento, i cedimenti delle fondazioni, ma anche le vibrazioni a cui è sottoposta la struttura (rumore ambientale, traffico, eventi sismici, eccetera). Ad esempio, in queste settimane è stato osservato con particolare attenzione il comportamento della Torre dopo le grandi e continue piogge che si sono accumulate nel terreno e nel catino alla base.

Peraltro il 24 e 25 ottobre scorsi, al consueto appuntamento con il Convegno Internazionale delle Cattedrali Europee, organizzato dall’Opera della Primaziale, il tema è stato proprio il monitoraggio dei monumenti e delle cattedrali per celebrare i venti anni dalla conclusione dei lavori di stabilizzazione del campanile di Pisa.

«Oggi, dopo gli interventi di messa in sicurezza, la Torre di Pisa è tornata alle condizioni dei primi dell’Ottocento - ha detto Pierfrancesco Pacini, presidente dell’Opera della Primaziale - riducendo l’inclinazione di circa 1.900 arco-secondi, corrispondenti ad una diminuzione dello strapiombo della settima cornice rispetto al piano di fondazione di 460 millimetri. Un risultato incredibile e confermato dagli attuali sistemi di monitoraggio e dal gruppo di sorveglianza».

Ma cosa ha permesso alla Torre di resistere a tutti i cataclismi e terremoti dal 1280 ad oggi? A questa domanda ha dato una risposta un anno fa un team di sedici ingegneri capitanati dal professor Camillo Nuti dell’Università Roma Tre, ovvero l’“Interazione Dinamica Suolo-Struttura”. Per quanto possa sembrare paradossale, a mantenere in piedi la Torre è il terreno argilloso e sabbioso su cui poggia, lo stesso che ne ha causato l’instabilità e l’inclinazione. Sono proprio i suoi 56 metri di altezza ed i materiali rigidi di cui è composta a tenerla in piedi insieme alla “morbidezza” del terreno. —

F.L.

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