Il Tirreno

Pisa

eccellenze pisane: salute e solidarietÁ 

In fuga dal terremoto e in cerca di una cura. A Pisa la speranza per una bimba albanese

Carlo Venturini
Un momento dell'inaugurazione
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Un momento dell'inaugurazione

È una delle storie delle famiglie accolte all’Isola dei girasoli che “cresce” e ad aprile avrà a disposizione 24 appartamenti

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PISA. «Abbiamo ricoverato una bambina albanese con la leucemia. Quando la notizia è stata comunicata ai loro genitori non hanno sentito neppure il terremoto. Ora sono tutti e tre a Pisa in strutture come quella che si inaugura oggi (sabato 7, ndr)». Con questa storia drammatica, che parla di malattia e di macerie, e arriva da Durazzo ha voluto esordire il primario di Onco-ematologia dell’Aoup, Gabriella Casazza in occasione della inaugurazione del terzo edificio della Fondazione “L’isola dei girasoli” che ospita famiglie coi loro bambini affetti da malattie oncologiche e del midollo. È questa una delle tante testimonianze di dolore e di speranza che testimoniano la «bolla emotiva, lo choc per le famiglie a cui i medici diagnosticano malattie terribili e lunghe, ai loro figli, uno choc che non fa sentire neppure il terremoto sotto i piedi». Per questo c’è bisogno di strutture come quella inaugurata sabato 7 al confine fra Pisa e San Giuliano, in località Carraia, una struttura che sarà gestita da Agbalt e che sarà in piena attività ad aprile prossimo. In totale, dal 2011 al 2019, si è passati da 12 appartamenti di accoglienza ed ospitalità ai 24 di ora per un totale di oltre 250 persone ospitate.

Maurizio Sbrana è presidente della nuova veste della fondazione l’Isola dei girasoli che accoglie nel suo seno, l’Agbalt e la Fondazione Pisa. «Grazie al finanziamento di 3. 5 milioni di euro della Fondazione Pisa – dice Sbrana – continuiamo in questo progetto di assoluto valore socio sanitario per i più piccoli e per le loro famiglie. Abbiamo costruito questo terzo edificio in meno di dieci mesi e si devono ringraziare i tecnici ed il sindaco del Comune di san Giuliano Terme e non dimentichiamo che spetterà però all’Agbalt il lavoro più duro e cioè la gestione delle attività quotidiane che si faranno 365 giorni l’anno, h24».

Il presidente della Fondazione Pisa, Claudio Pugelli aggiunge: «I soldi sono “stupidi” , sono “facili” quando c’è un progetto di questa portata. Anche costruire, quando ci sono i finanziamenti, è cosa facile. La sfida è la gestione del quotidiano e siamo sicuri che questo sia un progetto vincente testimoniato dal grande lavoro messo in campo dallo stesso Comune di San Giuliano Terme che non ci ha regalato nulla ma ha fatto bene il proprio lavoro».

Sergio Di Maio, sindaco di San Giuliano aggiunge: «Abbiamo avuto il coraggio dal momento in cui mi sono insediato di dedicare questa zona a nuovi poli di tipo socio assistenziale, sanitario e di ricerca. Non abbiamo voluto fare i palazzinari».

Ma veniamo poi a chi, giorno dopo giorno, avrà l’onore e l’onere di assistere i piccoli pazienti assieme ai loro familiari e cioè all’Agbalt presieduta da Tiziana Del Carlo che dice: «Fare beneficenza è una scelta, non è un obbligo. Investire di una così grande responsabilità un’associazione di volontariato è un privilegio ed un onore. Possiamo solo ringraziare la disponibilità del Comune dove i tecnici hanno fatto le ore piccole, e poi tutte le ditte a cui abbiamo “scassato” e rotto con nostre continue richieste e pressioni».

All’inaugurazione era presente anche il direttore generale della Aoup, Silvia Briani. «Ciò che si inaugura, è il frutto di lungimiranza e costanza – ha detto –. Ora dobbiamo procedere speditamente a sinergie strettissime col Meyer per darci forza e supporto reciproco». E non a caso, all’inauguarzione c’era anche Claudio Favre, direttore del Centro di Eccellenza di Oncologia del Meyer.

L’operazione che ha portato alla costruzione dei tre edifici dedicati ai bambini oncologici è iniziata nel 2011, con il primo modulo di 12 bilocali, sale riunioni e sale ludiche, e poi proseguita nel 2017, con altri quattro appartamenti e una palestra. Complessivamente è costata 4 milioni e mezzo di euro. La necessità di simili strutture è crescente perché moltissimi sono i giovani pazienti oncologici che scelgono Pisa e i suoi medici altamente specializzati per trovare una speranza, e il sistema pubblico oltre a garantire le cure da protocollo, non va oltre. Bambini e adolescenti oncologici, che arrivano da ogni parte d’Italia e d’Europa necessitano di strutture come quella dell’Isola dei Girasoli che offre, in totale regime di gratuità, questo supporto grazie al personale e ai volontari di Agbalt. –
 

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