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criminalità

Anziano di 86 anni minacciato e rapinato a due passi dalla Certosa di Calci

Pier Luigi Ara
Anziano di 86 anni minacciato e rapinato a due passi dalla Certosa di Calci

L’uomo si trovava a ridosso di un annesso agricolo di sua proprietà quando è stato avvicinato  da uno sconosciuto

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CALCI. Prima ha chiesto i soldi, poi ha tirato fuori un coltello, ha bloccato al sua vittima e l’ha rapinata di ogni oggetto di valore. Un racconto choc quello di Antonino Simonetti, un pensionato già avanti negli anni, molto conosciuto anche oltre i confini della Valle Graziosa. «Mi ha aggredito e derubato nell'annesso agricolo di mia proprietà, vicino alla Certosa» dice raccontando quanto gli è successo con parole rotte da emozione in un misto di paura. «A 86 anni-dice - in vita mia ne ho viste di tutti i colori, ma mai avrei pensato di vivere un'esperienza simile. Dopo che ho lasciato Palermo per andare in giro attraverso mezza Italia ,ne ho passate di cotte e di crude , questa cosa mi mancava e ne avrei davvero fatto a meno».

«L'altra mattina - dice - sono andato nel manufatto in località Omberardi, adiacente le mura della Certosa, dove mi reco abitualmente anche perché ci sono due gattini ai quali provvedo mentre non ho più la forza di curare a dovere l'oliveto frutto di una vecchia passione. È arrivato un individuo mai visto prima. Avrà avuto attorno a trenta anni, carnagione olivastra, barba incolta, un cappello in testa, pantaloni colore blu e una giacca di tela scura, calzava scarpe marroni chiare. Alto attorno al metro e settantacinque circa. Quasi sicuramente un nordafricano. All'inizio ha farfugliato parole tipo “corda”, “caldo”, “freddo” e poi ripeteva “soldi”.Gli ho dato quattro euro ,ma lui puntava ad altro. Appena mi sono girato mi ha avvolto un braccio attorno al collo. Ha afferrato un coltello che aveva con sè e me l’ha puntato alla gola, quasi contemporaneamente ha strappato la catenina d'oro giallo che avevo al collo alla quale era appesa la fede nuziale con incisa la data del matrimonio. Ho perso la mia moglie adorata sei anni fa. E oggi vivo da solo in centro a Calci , mi ha aiuta nelle faccende domestiche una signora filippina».

Simonetti entra nel vivo dell'azione criminale di cui è stato vittima.

«Quell'uomo ha continuato a infierire approfittando del mio disagio. Ha afferrato il mio borsello dove avevo custodite cinquanta euro oltre vari documenti: la carta d'identità, la patente di guida, il bancomat, la carta di credito, la tessera sanitaria. Ed è fuggito chiudendo la porta girando la chiave dall'esterno. Praticamente mi ha chiuso dentro».

«Appena mi sono ripreso - prosegue l’anziano - ho trovato il modo di uscire oltrepassando una finestrella. Il tempo di mettermi in macchina e correre alla caserma dei carabinieri dove ho presentato denuncia nelle mani del Comandante della stazione, il maresciallo Alessandro Parducci». —

 

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