Gioco
Sono adulti ma alla passione dei mattoncini Lego non sanno proprio resistere
L’Orange Team Lug è una comunità pisana che vanta ben 133 membri oltre venticinquemila pezzi per riprodurre la stazione ferroviaria. Esposizione il 7 e 8 dicembre alla Stazione Leopolda
PISA. Riproducono monumenti e capolavori dell'arte. Realizzano personaggi fantasy e costruiscono luoghi inesistenti. Posti immaginari, senza barriere né frontiere. Un mondo a colori, composto da migliaia di mattoncini in cui ingegno, fantasia e creatività danno vita a pezzi unici. In scala o a dimensioni reali. Piccoli o grandi capolavori realizzati dopo anni di progettazione e ricerca, esposti e poi smontati, chiusi in una scatola e depositati in cantina. Come un sogno, chiuso in un cassetto da riaprire per fantasticare ed estraniarsi dalla realtà. Già, perché per gli appassionati dei Lego, il mondo dei mattoncini è molto più di un gioco. Una fabbrica di sogni, alimentata da una passione nata in infanzia e mai sopita.
«Noi siamo quelli che non hanno mai avuto o hanno superato la “dark age”, il periodo nel quale si smette di comprare e giocare con i mattoncini», dice Andrea Montuori, 49 anni, fiorentino, restauratore di opere d'arte, il “maestro” dell'Orange Team Lug, la comunità pisana di appassionati Lego che vanta 133 membri (dai 5 agli oltre 60 anni, provenienti da tutta Italia e non solo) e il riconoscimento “lug” dalla casa madre danese. Tra di loro collezionisti e costruttori. C'è chi conserva oltre 500mila pezzi e chi 300 scatole mai aperte. Chi ha invaso con le sue piccole opere ogni angolo della casa e chi per decenni lavora per riprodurre alla perfezione un luogo o un personaggio. Oltre un anno di lavoro e più di 30mila mattoncini sono serviti al gruppo per progettare e costruire una “Torre di Pisa” di 1,75 metri esposta a Billund, in Danimarca, e presentata al pronipote del fondatore Lego, al termine di un viaggio di oltre 1.600 chilometri in camper, unico mezzo che permetteva il trasporto dell'enorme quantità di mattoncini.
«Il nostro scopo è aggregare gli appassionati e favorire lo sviluppo del gioco», specifica Luigi Bondi, impiegato pisano di 47 anni. Sì, perché non basta la passione. Occorre organizzazione, progettualità e tanta pazienza. La stessa servita a Montuori per costruire il suo Terminator a dimensioni reali: oltre 15mila pezzi per quasi due metri di altezza. Un lavoro durato quasi 23 anni ed approdato alla prima edizione del PisaBrickArt, l'annuale manifestazione, giunta alla settima edizione, dedicata ai mattoncini Lego che sabato 7 e domenica 8 dicembre colorerà ed animerà la Stazione Leopolda. Durante l'evento (apertura 10-19, ingresso gratuito) sarà possibile ammirare le opere di molti “maestri costruttori” della Toscana e non solo, una mostra fotografica e partecipare a giochi e laboratori.
«Tra le riproduzioni che saranno esposte – spiegano Matteo Malvaldi, 31enne organizzatore di eventi, e Benedetta Risso, 31enne educatrice cinofila – probabilmente la più affascinante è quella della stazione ferroviaria di Pisa: oltre 25mila pezzi e un progetto che dura da vari anni per una costruzione che riproduce nei minimi dettagli, interni ed esterni, la stazione».
Oltre 60 espositori per oltre 70 opere in mostra. «L'iniziativa è nata per unire e far emergere la parte artistica di questa passione», spiega Fabio Filippi, 44enne pisano dipendente dell'Università. Una sorta di full immersion nel magico mondo dei mattoncini colorati, in cui convergono le varie declinazioni di quello che, in ogni caso, resta sempre un gioco.
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