Sicurezza
Si può giocare con i selfie e farli diventare arte
Avvocati pisani trasformano i loro studi in gallerie per artisti dei nostri tempi con Arte.Per.Studi. Selfieca è il titolo della prima esposizione
PISA. Si chiama "Arte.Per.Studi" il progetto nato da un’idea di un gruppo di avvocati pisani che hanno trasformato i loro studi professionali, che si trovano nel centro di Pisa, in luoghi espositivi di Arte contemporanea. La prima delle esposizioni sarà inaugurata venerdì 13 dicembre alle 17, nello studio delle avvocate ed avvocati Marialuisa Bresciani, Nicolò Bucca, Michele Di Gregorio, Susanna Lollini, Ezio Menzione, Giulia Menicucci, Massimo Mosca ed Alessandro Zarra e la sede di Fortuna e Benelli Srl, in Lung’Arno Mediceo, 40 (piano VI). Titolo della “Selfieca”, con opere dell’artista Giada Fedeli in arte Gammaphi, a cura di Carlo Alberto Arzelà. Il progetto si svilupperà in tre tappe espositive: seconda apertura, giovedì 19 dicembre, ore 17, nello studio delle avvocate Daniela Trentacapilli, Cecilia Pintus e Michela Venturi, in via Camillo Benso Cavour, 57 - piano II. Terza e ultima apertura, sabato 21 dicembre, ore 17, nello studio Legalex, delle avvocate ed avvocati Paolo Bartalena, Nicola Favati, Simona Baldi, Stefano Ercoli, Laura Baglini, Maria Patrizia Bonti, Lorenzo Nannipieri e Letizia Bertolucci, in piazza del Pozzetto, 9 - adiacente piazza Garibaldi, piano III). Il testo critico di Alessandra Ioalè, di cui citiamo un piccolo frammento, descrive il percorso dell’artista che s’interroga sul selfie e sulle distorsioni che quest’ultimo genera. “Giada Fedeli in arte Gammaphi, dopo un lungo soggiorno nella Capitale, torna a Pisa con “Selfieca”, un progetto che segna la sua maturazione, come artista come persona. La sua ricerca, che si è sempre concentrata sulla figura femminile partendo dall’analisi di sé stessa e del proprio corpo, oggi compie un passaggio fondamentale appropriandosi del concetto di autorappresentazione pittorica nell’era digitale. Dall’autorappresentazione idealizzata, che noi tutti conosciamo, all’autorappresentazione realistica, che esperiamo per la prima volta qui, l’artista dimostra di aver superato la paura di ritrarre il proprio corpo e di averlo accettato completamente. Una maturazione personale, che coinvolge inevitabilmente anche la sua ricerca e che ha avuto inizio a Roma. Gammaphi si mostra senza filtri toccando tematiche che sono al centro del dibattito del nostro secolo. Selfie, mani, prospettive estreme e citazioni ribaltate abiteranno i tre studi sopra indicati. Durante le serate di apertura le mostre si riveleranno interattive". I visitatori saranno chiamati a sperimentare il “Selfiesmo”, a contribuire cioè con selfie sempre più audaci, al percorso artistico di Gammaphi.
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