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i tempi della giustizia

Penalisti da Pisa a Roma alla maratona oratoria contro il processo eterno

Il gruppo dei penalisti pisani in trasferta a Roma per la maratona oratoria contro il "processo eterno"
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Il gruppo dei penalisti pisani in trasferta a Roma per la maratona oratoria contro il "processo eterno"

La protesta per lo stop alla prescrizione dopo il primo grado

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PISA. Una delegazione di penalisti pisani ha partecipato a Roma alla “Maratona oratoria per la verità sulla prescrizione”. Si tratta di una staffetta composta dall’alternarsi di avvocati penalisti che “raccontano” la loro esperienza professionale, che invitano alla riflessione, che ricordano i principi fondanti di uno Stato di diritto, che elencano dati e illustrano le vere cause del maturarsi dei termini prescrizionali. Dal primo gennaio i termini prescrizionali saranno sospesi dopo il primo grado. I legali si sono alternati sul palco allestito a Roma, in piazza Cavour davanti alla Corte di Cassazione. Hanno preso la parola per dare il proprio contributo alla dimostrazione della incostituzionalità della modifica normativa, al contrasto con i principi costituzionali della ragionevole durata del processo e della presunzione di non colpevolezza. Capitanati dal presidente, Laura Antonelli e dal segretario, Serena Caputo, si sono passati il testimone due Past President della Camera Penale, Antonio Cariello e Ezio Menzione, il Past president del Consiglio dell’Ordine Alberto Marchesi, il responsabile per la formazione, Alessandro Niccoli, il consigliere Marco Romeo e gli avvocati Maria Concetta Gugliotta, Tania Del Colletto, Ernesto Marinucci, Linda Bottai e Chiara Benedetti. «La normativa che i penalisti cercano di stoppare darà luogo alla figura dell’ “imputato per sempre” e non permetterà mai alle vittime del reato di giungere alla soddisfazione dei loro interessi – spiegano gli avvocati –. Tutto ciò senza operare alcun distinguo tra chi è stato condannato e chi è stato assolto determinando l’impossibilità, per l'imputato di progettare il proprio futuro avendo sine die un procedimento penale in corso e rimandando il risarcimento della persona offesa/parte civile a un futuro sempre più lontano. I processi infiniti si celebreranno quando i testimoni non avranno più ricordo, quando le prove saranno disperse, quando i documenti non potranno più essere reperiti e non si assicurerà più alla vittima del reato il sacrosanto diritto all’oblio». I penalisti pisani hanno voluto essere presenti numerosi. Hanno messo insieme la delegazione più numerosa tra le camera penali territoriali, «per rappresentare ai cittadini le vere ragioni che animano la protesta». —

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