Gioco
Opera Primaziale, rivoluzione in vista nella deputazione
Potrebbero cambiare quattro componenti su sette: conferma sicura di Pacini mentre per i nuovi ingressi si fanno i nomi dei docenti Collareta e Barachini
PISA. Comunque vada, per la deputazione dell’Opera della Primaziale il prossimo triennio sarà di svolta. Con o senza il presidente di lungo corso Pierfrancesco Pacini alla guida, però sempre presente tra i componenti dell’esecutivo dell’Opa. Questo perché per la deputazione sembrano in vista diversi cambiamenti. Almeno quattro componenti su sette, ma alla fine potrebbero essere anche cinque i nuovi ingressi.. L’Opera della Primaziale Pisana (Opa) è l’ente no-profit nato per sovrintendere ai lavori della costruzione dei monumenti della piazza del Duomo, regolato da un proprio statuto che definisce la tutela, promozione e valorizzazione del suo patrimonio, affinché i suoi significati religiosi ed artistici vengano trasmessi alle generazioni future. L’Opera, si legge nello statuto, «è amministrata dalla Deputazione (consiglio di amministrazione) composta da sette membri scelti tra concittadini di specchiata moralità, di ottima condotta e professanti la religione cattolica: sono nominati per un triennio, due dall’Ordinario Diocesano, e cinque dal ministro degli Interni, sentito l’Ordinario Diocesano». L’ultima parola dunque è quella dell’arcivescovo, monsignor Giovanni Paolo Benotto.
L’attuale deputazione è composta, oltre che da Pierfrancesco Pacini, dal vicepresidente Giovanna Giannini e dai deputati Giuseppe Marianelli, Gabriella Garzella, Paolo Moneta, Giovanni Padroni e da monsignor Gino Biagini.
Tra i possibili ingressi è già uscito il nome dell’imprenditore e manager Andrea Madonna.
Un altro nome che gira negli ambienti di piazza dell’Arcivescovado è quello del professor Marco Collareta, che ha guidato il team di studiosi e restauratori in occasione del rinnovo del Museo dell’Opera della Primaziale inaugurato di recente, con suggestivo allestimento di cui si sono occupati gli studi di architettura di Adolfo Natalini e di Magni&Guicciardini, coordinati dall’ingegner Giuseppe Bentivoglio.
Collareta, che è stato insignito dal Senato Accademico dell’Ordine del Cherubino, è professore ordinario dell’Università di Pisa: ha insegnato ed insegna un vasto raggio di materie che vanno dalla Storia dell’Arte medievale alla Metodologia della ricerca storico-artistica; dalla Storia della Miniatura e delle Arti suntuarie alla Storia delle Tecniche; dalla Storia della Critica d’Arte alla Storia dell’Oreficeria, prima nei corsi di laurea quadriennali, poi in quelli triennali e biennali, come nelle scuole di specializzazione in beni storico-artistici e nei dottorati di vario tipo.
Il nome di Collareta potrebbe essere proposto direttamente dall’arcivescovo.
Un’altra ipotesi riguarda l’ingresso nella deputazione di Francesco Barachini, professore ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa.
Nell’ambito della sua attività di ricerca, ha condotto studi in tema di diritto delle società, diritto dell’impresa, diritto fallimentare e diritto dei mercati finanziari, pubblicando lavori sulle più prestigiose riviste specializzate del settore. È stato collaboratore della Consob e del ministero delle Politiche Comunitarie, oltre che consigliere di amministrazione della Sat, poi Toscana Aeroporti.
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