Sicurezza
Rupecava, l’eremo verso il salvataggio grazie all’acquisto di un gruppo di amici
Servono 100mila euro per i primi interventi di recupero. Il convento potrebbe diventare una struttura ricettiva
SAN GIULIANO TERME. Una firma per riportare all’antico splendore il più antico romitorio d’Europa. . È stato sottoscritto la scorsa settimana l’atto notarile che porterà al passaggio di proprietà ad un gruppo di quattro privati (un imprenditore edile, un ristoratore, un ingegnere e un ex professore universitario) dell’Eremo di Rupecava. Entro la fine di gennaio (dalla firma dell’accordo, per 60 giorni, lo Stato e gli enti locali possono usufruire del diritto di prelazione), il gruppo entrerà in possesso dell’antico complesso monastico che sorge sulle colline di Ripafratta ed inizierà il percorso per raccogliere i fondi necessari a salvaguardare il piccolo gioiello artistico ed architettonico caduto nel dimenticatoio.
Sarà l’arte a finanziare il piano di ristrutturazione e di riqualificazione, già approvato dalla Sovrintendenza, che si concentrerà inizialmente sull’antica chiesa di Santa Maria. Occorrono circa 100mila per salvare il luogo di culto e restituire alla comunità religiosa quello che attualmente è un groviglio di impalcature installate anni fa per impedire ulteriori crolli, dopo quello del tetto, e salvaguardare il più possibile quello che resta della vecchia struttura costruita nel secondo decennio del 1200. La cifra sarà raccolta attraverso un’asta dei dipinti donati dal pittore umbro Ernando Venanzi all’associazione Eremo di Rupecava (l’iniziativa si terrà a Lucca probabilmente a febbraio) e attraverso un crowdfunding che mira a raccogliere i fondi necessari anche per la messa in sicurezza e la parziale riqualificazione dell’area collinare di San Giuliano Terme dove fede, contemplazione e mistero convergono in un luogo ricco di fascino, sopravvissuto anche alle numerose incursioni di ladri e vandali.
Il progetto prevede un recupero strutturale, architettonico ed artistico della chiesa, dove i resti di antichi affreschi testimoniano il passaggio nella zona di Sant’Agostino e San Guglielmo. Saranno ristrutturate anche le antiche tombe, a più riprese vandalizzate, ricostruiti i confessionali e gli infissi in legno, recuperato l’antico pozzo e riqualificata la scala che conduce alla cosiddetta grotta della “gocciola”. L’intervento maggiore si concentrerà invece sul tetto, parzialmente crollato anni fa.
Un secondo progetto, molto più ambizioso, punta invece al recupero del convento.
L’atto notarile stipulato qualche giorno fa e il prossimo passaggio di proprietà dell’antico complesso, porterà infatti alla presentazione di un altro progetto (da 4 milioni di euro) che mira a trasformare i resti dell’antico convento in una piccola struttura ricettiva per intercettare una parte del turismo religioso e non solo. —
L'accesso: il luogo visitato due volte l’anno per riti religiosi
Il complesso di Rupecava è formato da una chiesa, un convento e due grotte. Prima che l’area diventasse inagibile, l’Eremo era visitato almeno due volte l’anno: l’8 settembre per le celebrazioni della Madonna e il 14 agosto per la "festa del voto" per ringraziare la Madonna per lo scampato pericolo dal terremoto che nel 1846 colpì la zona, ma senza fare vittime.
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