L’ultimo saluto a Cordoni «Siamo rimasti soli e adesso più che mai tocca a noi»
Il sindaco Di Maio ricorda la figura del combattente: «Anche grazie a lui San Giuliano è Medaglia d’argento al merito civile»
san giuliano. Un luogo non casuale per dirsi addio, per salutare chi ha dedicato la propria esistenza prima alla lotta per la libertà e i diritti e poi alla testimonianza nei confronti delle nuove generazioni e all’impegno civile per difendere i valori per i quali si è combattuto. Ieri pomeriggio la comunità di San Giuliano, l’Anpi, le istituzioni locali, si sono ritrovate al Parco del Partigiano in via dei Codnotti ad Asciano per stringersi intorno ai familiari di Duilio Cordoni, partigiano, protagonista della lotta per la Liberazione con la formazione “Nevidio Casartosa” scomparso all’età di 92 anni. «Quando muore un partigiano è sempre un momento molto triste per una comunità - ha detto ieri il sindaco Sergio Di Maio durante la cerimonia molto partecipata - . Sappiamo che un pezzo di noi e della nostra storia è andato via e non tornerà mai più. La nostra comunità, in particolare, si fonda su princìpi e valori per i quali persone come Cordoni hanno lottato, garantendoci un futuro di pace. Futuro che è passato anche da qui, dai nostri monti e dalle nostre frazioni».
Il sindaco ha ricordato i numerosi incontri con Duilio Cordoni. «Sono particolarmente orgoglioso - ha aggiunto Di Maio - di averlo potuto salutare l’ultima volta proprio qui, la scorsa primavera, quando abbiamo intitolato il nostro Parco del Partigiano a Uliano Martini, altro uomo straordinario. Non va dimenticato che Duilio Cordoni ha contribuito al riconoscimento che portiamo con orgoglio a ogni iniziativa istituzionale: la Medaglia d’argento al merito civile, che il Comune di San Giuliano Terme ha ricevuto lo scorso anno per mano del Presidente della Repubblica con una motivazione che non mi lascerà mai indifferente: la nostra comunità, in quella tragica estate del’44, “...nonostante le razzìe, i rastrellamenti e le uccisioni indiscriminate ad opera dei tedeschi, diede prova di un ammirevole spirito di resistenza e di straordinarie virtù civiche, ispirati dai più alti ideali di libertà e di democrazia”» .
«Rivolgo un grande abbraccio alla famiglia Cordoni, ringraziandola per aver contribuito a far radicare la sua storia anche attraverso i tanti incontri che Duilio ha avuto con i ragazzi delle scuole, a cui ha raccontato cosa volesse dire, a soli 17 anni, combattere per la libertà sui Monti Pisani nella brigata “Nevilio Casarosa” . - ha detto in conclusione il primo cittadino - Adesso, più che mai, tocca a noi. Adesso siamo davvero rimasti soli nella lotta per conservare la libertà e far vivere quegli ideali di pace e democrazia sui cui si fonda la nostra società. Mi è capitato di leggere che, quando muore un partigiano, sui monti che hanno fatto da sfondo alle sue battaglie per la libertà nasca un fiore. Mi piace credere a questa spiritualità viva e radicata dentro al nostro sentire e al nostro agire». —
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