Sicurezza
L’appello dei bimbi delle elementari «La Terra non è nostra: salviamola»
Anche Greta celebra il flash mob della Don Milani e Gereschi di Pisa e San Giovanni Bosco di Latignano
Pisa. Il mondo ideale, colorato di un verde rigoglioso e di un azzurro splendente, contrapposto a quello reale, rappresentato con il giallo e il rosso del calore e delle fiamme che stanno avvolgendo e consumando il pianeta. Piccoli, ma già combattivi. Accompagnati dai “grandi”, ma in grado di percorrere da soli la strada intrapresa alcuni mesi fa. Non usano (ancora) Facebook e Twitter. La loro mobilitazione non è nata sui social network, ma sui banchi di scuola.
Un percorso fatto di studi, assemblee e letture che ieri è approdato al “FridaysForFuture” esplodendo in un’onda di colori che ha travolto il centro cittadino. I piccoli studenti delle classi terze, quarte e quinte delle scuole primarie Don Milani e Gereschi di Pisa e San Giovanni Bosco di Latignano non hanno voluto far mancare il loro apporto al quarto sciopero per il clima. Armati di decine di cartelli per una coreografia dal doppio volto: il mondo ideale, rappresentato dai colori verdi e blu ed accompagnati dall’appello “Save the planet”, e quello reale, riprodotto dai colori giallo e rosso del calore e delle fiamme che stanno bruciando la Terra seguiti dalla scritta “Stop C02 emission”. Una performance celebrata anche da Greta Thunberg con un video postato sul suo Facebook.
«È una sorta di flash-mob studiato ed ideato dai bambini – spiega la maestra Raffaella Pagliei della scuola Don Milani – al termine di una serie di iniziative didattiche sull’ambiente e sui cambiamenti climatici e varie assemblee durante le quali gli studenti hanno discusso delle trasformazioni in atto, dell’innalzamento delle temperature e delle possibili soluzioni per combattere questo fenomeno. Oggi (ieri, ndr) hanno portato in piazza i contenuti di mesi di lavoro».
Una sorta di testuggine romana che si è aperta e chiusa davanti ai luoghi simbolo della città e davanti ai palazzi istituzionali. Non ci sono scudi per difendersi da un attacco nemico, ma decine di cartoncini per evidenziare un pericolo: l’innalzamento delle temperature.
Un colorato appello alla politica a materializzare al più presto un piano per combattere le emissioni nocive e l’inquinamento, ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sui cambiamenti climatici in atto e sulle buone pratiche che ogni cittadino può usare quotidianamente per aiutare l’ambiente.
«L’Artico e l’Antartide sono tra le ultime terre selvagge e pure del nostro pianeta. Le acque polari forniscono molto cibo a tanti animali (orsi polari, foche, trichechi e balene), ma lo scioglimento dei ghiacci causati dal riscaldamento globale sta mettendo pian piano a rischio questi luoghi e porterà molte conseguenze negative per l’intero pianeta», scrivono i bambini in un comunicato che hanno distribuito durante il corteo. Il livello degli oceani si sta innalzando. Diminuendo i ghiacci è inevitabile un altro innalzamento della temperatura. Le alte temperature – prosegue il gruppo di studenti-manifestanti – stanno anche sciogliendo il permafrost, il terreno ghiacciato da millenni, causando l’emissione di metano proveniente dalle sostanze organiche: un gas più potente della Co2. Le conseguenze sono gravi per la fauna, la flora e gli esseri umani. Gli orsi polari hanno poco spazio per il loro ciclo vitale e durante l’estate artica annegano cercando di arrivare alle piattaforme di ghiaccio sempre più distanti e sottili. L’aumento del livello del mare e le grandi onde che si formano erodono la costa e costringono all’allontanamento le popolazioni che ci vivono. Anche noi siamo parte della natura».
«La Terra non appartiene a noi, siamo noi che apparteniamo alla Terra – concludono –. I leader politici devono ascoltare e dimostrare intelligenza: devono smettere di accanirsi, di estrarre e bruciare combustibili fossili». –
Danilo Renzullo
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