Il dolore
Continental, conferme fino al 2023 e intesa per l’elettromobility
Rossi: i manager hanno ribadito la volontà di mantenere gli impegni industriali su Pisa e non procedere a dismissioni
PISA. Un progetto di ricerca per sviluppare componenti per auto elettriche potrebbe aprire la strada alla riconversione degli stabilimenti pisani della Vitesco Technologies. Per il momento non c’è un accordo, né una trattativa. Per le fabbriche ex Continental di San Piero a Grado e Fauglia, che per il colosso dell’automotive dovrebbero “contribuire” con 750 esuberi ad un piano di ristrutturazione da concretizzare tra il 2023 e il 2028, si apre un piccolo spiraglio. La multinazionale ha manifestato l’intenzione di investire negli stabilimenti pisani per avviare una progressiva riconversione della produzione. Dagli iniettori per motori a benzina e diesel alla progettazione e fabbricazione di componenti per auto elettriche. Ad annunciarlo sono stati il responsabile mondiale, Hans Juergen Braun, e quello europeo di Vitesco, Fernando Viturtia Caurcel, durante un incontro con la Rsu, i segretari provinciali Fiom-Cgil Marco Comparini e Fim-Cisl Claudio Garzotto e il segretario regionale Fiom-Cgil Massimo Braccini.
Una trasformazione che potrebbe essere inaugurata tra qualche mese con un progetto di ricerca sulla componentistica elettrica che dovrebbe coinvolgere una ventina di ingegneri del centro ricerca e sviluppo. «I manager - spiegano i sindacati - hanno confermato che Pisa continuerà ad essere uno stabilimento centrale del gruppo e che risentirà di investimenti per cercare le soluzioni alternative alla riduzione dei livelli occupazionali. Siamo di fronte a trasformazioni profonde che devono risentire della collaborazione di istituzioni, Università e del sistema infrastrutturale per creare le condizioni di prospettiva futura».
Giovedì scorso i manager di Vitesco hanno incontrato anche il presidente della Regione Enrico Rossi e il suo consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini. «Vitesco ha confermato la volontà di mantenere gli impegni industriali su Pisa e di non procedere a dismissioni, però dentro un quadro di grandi cambiamenti - spiega Rossi -. Il settore produttivo dell’auto attraversa una trasformazione epocale: il passaggio dai combustibili fossili alla mobilità elettrica. È una sfida, anche ecologica, che non possiamo respingere, ma che dobbiamo preparare ed accompagnare. Abbiamo proposto ai rappresentanti di Vitesco di firmare un accordo per uno studio preliminare che faccia il punto su questa trasformazione ed individui le strategie migliori per il mantenimento e il rilancio dell'automotive a Pisa. Insieme all’Università è stata trovata una soluzione per sostenere con 200mila euro un corso di formazione sull’elettrico per 100 lavoratori. Siamo disponibili - conclude il presidente - a sostenere investimenti e ci attiveremo affinché il caso Vitesco sia considerato dal tavolo nazionale dell’automotive presso il Mise». —
D.R.
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