Il Tirreno

Pisa

La 7ª edizione di “Legalità ci piace” 

Pisa 13ª in Italia per criminalità «Dobbiamo combatterla tutti»

Giuseppe Boi
Pisa 13ª in Italia per criminalità «Dobbiamo combatterla tutti»

Istituzioni, forze dell’ordine e Confcommercio lanciano l’allarme contro l’illegalità «Per vincere la battaglia servono l’aiuto della cittadinanza e un salto culturale»

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Pisa. Tredicesima città in Italia per indice di criminalità secondo la classifica del Sole 24 ore. Quinta su 106 province per furti in attività commerciali e in abitazioni. Nona per furti con destrezza, undicesima per furti con strappo e quindicesima per rapine. Sono i numeri del fenomeno dell’illegalità a Pisa e provincia al centro ieri dell’incontro organizzato da Confcommercio in occasione della giornata “La legalità ci piace”. Un’occasione per analizzare, denunciare e sensibilizzare sulle conseguenze dei fenomeni criminali per l’economia reale e per le imprese.. Ieri, nella sede di Confcommercio Pisa, la presidente Federica Grassini ha ospitato il prefetto Giuseppe Castaldo, il questore Paolo Rossi, i maggiori Salvatore Leone (comandante della compagnia dei carabinieri di Pisa) e Roberto Lauretta (comandante del gruppo della guardia di finanza di Pisa). Insieme a loro rappresentanti delle istituzioni tra cui Giovanna Bonanno (assessore al Comune di Pisa), Alessandro Puccinelli (vicesindaco di Pontedera), Lucia Scatena (vicesindaco di San Giuliano Terme), Elisa Montanelli (assessore a San Miniato) e Patrizia Favale (assessore a Cascina).

Tutti hanno illustrato le loro ricette per contrastare un fenomeno che ogni anno costa ai cittadini italiani 30 miliardi di euro. Un fenomeno che parte dalle strade e arriva fino al web e che causa perdite annuali del 6,4% ai settori colpiti. Un danno che si estende al lavoro con 197mila posti di lavoro regolari messi a rischio dall’illegalità.

Un fenomeno che, come già evidenziato dalle statistiche, vede purtroppo Pisa e provincia ai vertici in Italia. Rispetto al 2018 la situazione è in leggero miglioramento, ma c’è poco da festeggiare. Ne nostro territorio sono state presentate oltre 19mila denunce. Si registrano 248 furti in attività commerciali ogni 100mila abitanti. Sono 2.305 i furti nelle case con una media di 550 ogni 100mila abitanti. Preoccupano anche i 420 furti con destrezza e i 34 scippi sempre ogni 100mila abitanti. Per non parlare delle 212 denunce per rapina presentate nell’ultimo anno (dato in crescita del 7% rispetto al 2018).

Numeri che chiamano ad uno sforzo e impegnano forze dell’ordine e istituzioni, ma per “vincere” occorre l’aiuto di tutti i cittadini. Non a caso il questore Rossi ha sollecitato «l’aiuto attivo della cittadinanza grazie ad un occhio sempre più attento al territorio». Il prefetto Castaldo ha sottolineato l’importanza del «controllo di vicinato che, partendo dal fatto che è un dovere civico, è uno strumento che promuove ed è promosso dalla coesione sociale», ponendo poi l’attenzione sul «tema della tutela dell’imprenditore corretto. La Dia (Direzione investigativa antimafia, ndr) dice che la Toscana è terra di attrazione degli investimenti illegali. Ed è compito nostro e di tutti fare prevenzione e tenere alta l’attenzione».

«Serve uno scatto culturale – ha aggiunto Grassini –. I numeri della classifica del Sole 24 ore ci lasciano amarezza. Ma dietro questa sconfitta c’è anche un problema della società e dei consumatori che non percepiscono l’illegalità. Fenomeni come la contraffazione e l’abusivismo commerciale, nella ristorazione e nell’accoglienza, garantiscono alla criminalità fatturati impressionanti». E Pisa e provincia, tra studenti e turisti, è terra di frontiera. —

 

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