Il Tirreno

Pisa

Nell’ex Ariston appartamenti e posti auto: c’è il via libera

Francesco Loi
L'ex cinema Ariston a Pisa
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L'ex cinema Ariston a Pisa

Approvata dal consiglio comunale la variante urbanistica: «Un piano di recupero che riqualifica quel pezzo di città»

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PISA. Venti appartamenti e 62 posti auto nell’ex cinema Ariston di via Turati. Da ieri c’è il via libera del consiglio comunale sulla variante urbanistica. Si tratta del passaggio necessario per l’apertura del cantiere che dovrà sottrarre al degrado la multisala di via Turati, finita nel calderone dei beni del gruppo Cecchi Gori andati all’asta dopo il crac finanziario. L’acquisizione nel 1994 da parte di Cecchi Gori rappresentò una tappa storica per gli appassionati: l’imprenditore fiorentino trasformò infatti l’unica sala che aveva caratterizzato fino a quel momento l’Ariston nel primo multisala cittadino (tre sale in tutto), con una ricca programmazione che andò avanti fino al 19 aprile 2007. Negli anni successivi il cinema è diventato spesso rifugio per senzatetto, location di occupazioni di comitati e gruppi di antagonisti e, a più riprese, una pista da ballo per feste e concerti improvvisati. . Il piano di recupero dell’area dell’ex Ariston prevede la realizzazione di 20 nuove residenze di taglio medio piccolo e 62 posti auto, «molti dei quali - spiega l’amministrazione - utili ad assicurare una dotazione di parcheggi pertinenziali aggiuntivi al fine di ridurre almeno parzialmente la sosta lungo strada dei residenti del quartiere San Martino».

«Il Piano di recupero - ha spiegato l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli - persegue l’obiettivo di riqualificazione urbana dell’area, tenendo conto in primo luogo del miglioramento della percezione visiva e della relazione degli spazi edificati e, contestualmente, il recupero e il miglioramento delle aree a verde. Ci sono molti aspetti positivi, frutto di un lungo confronto con i proponenti, tra i quali mi preme ricordare la riduzione del 50% delle volumetrie esistenti, la realizzazione di parcheggi a servizio degli abitanti del centro storico, il recupero di un immobile lasciato in preda al degrado da oltre dieci anni».

Il prospetto dell’immobile su via Turati (proprietà ora di A.D. Casa Srl di Firenze) rimarrà sostanzialmente invariato e la nuova destinazione residenziale/direzionale prevede parcheggi al primo e al secondo piano ed appartamenti dal terzo al quinto (e ultimo) piano. «Un’operazione necessaria - ha aggiunto il sindaco Michele Conti - in linea con il programma che prevede la traduzione in azioni di governo della nostra volontà di ripopolare il centro storico di Pisa. Solo riportando residenti a vivere o quartieri come San Martino riusciremo ad invertire la tendenza degli ultimi anni durante i quali i pisani si sono allontanati dalla città preferendo zone periferiche o comuni limitrofi. Così strapperemo parti importanti della città al degrado e all’insicurezza».

Sulle polemiche delle opposizioni, l’assessore Dringoli aveva già ribattuto così: «Avreste voluto un secondo caso Mattonaia in città? Noi invece abbiamo ottenuto 42 nuovi parcheggi in Ztl». E poi: «Ma è mai possibile che se in oltre dieci anni nessuno si è fatto vivo per riaprire il cinema né per realizzarci 140 parcheggi privati, stando alle previsioni della variante al regolamento urbanistico del 2013, siano così diffusi l’ignoranza per le “reali necessità della città” e il desiderio di garantire esclusivamente la rendita dei proprietari?». Forse, ha continuato Dringoli, «rientra tra le “reali necessità della città” quella di seguitare ad avere un volume abbandonato in pieno centro storico, destinato a divenire emulo della mostruosa “Mattonaia” a tutti tristemente nota e voluta dalle amministrazioni di sinistra? E come si fa a non riconoscere che essere riusciti ad ottenere dai proprietari che, oltre ai parcheggi pertinenziali per i 20 appartamenti previsti, vengano realizzati anche 42 parcheggi destinati a residenti della Ztl, con conseguente eliminazione di 42 auto dalle strade pubbliche, costituisca invece prova della massima considerazione per le “reali necessità della città”?».

L’area è il risultato di un’urbanizzazione relativamente recente, successiva al secondo conflitto mondiale. In precedenza, come si rileva dal Catasto Leopoldino (1830 circa) era parte di una vasta area agricolo-ortiva posta alle spalle del complesso del Carmine e di quello di San Domenico e compresa ad est dalla via Malagonnella e a sud dalla via lungo le mura.

Nel contesto della ricostruzione dopo la guerra, la nuova previsione viaria portò come conseguenza la trasformazione delle aree in precedenza destinate ad orti e giardini in zone edificabili, in prossimità della stazione. Nei primi anni Cinquanta vennero così realizzati nella nuova via, intestata a Filippo Turati, immobili destinati in parte a funzioni direzionali (uffici, negozi, alberghi) in parte ad abitazioni. —

 

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