Gioco
Cottolengo, ristrutturazione da oltre sette milioni di euro
Il piano è stato presentato dall’arcivescovo Benotto e da don Arice L’obiettivo è una Rsa da 80 posti. «Edifici interni da valorizzare»
PISA. «La principale motivazione che ci spinge è poter rispondere all’appello di Papa Francesco in difesa delle “vittime della cultura dello scarto”». Così, in un gremito auditorium Toniolo in piazza dell’Arcivescovado, don Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza, ha presentato il piano di ristrutturazione del Cottolengo di Pisa, definito «un sogno che speriamo nel 2023 possa avverarsi».
L’obiettivo è potenziare il grande complesso tra via Mazzini e Corso Italia, portando capienza e servizi a 80 posti di Rsa, 10-20 “Dopo di noi”, mensa per i poveri, alloggi della comunità religiosa, foresteria. «Un progetto ecclesiale», ha detto don Arice, ma «dobbiamo farci anche due conti». La stima dei costi ammonta infatti ad una cifra compresa tra 6 milioni e 950mila e 7 milioni e 830mila euro.
«Da soli non ce la facciamo», il messaggio che si alza dall’incontro di ieri, l’inizio «di un cammino che possa portare alla concretizzazione di “Una casa per la vita», questo il titolo del progetto. Il disegno prevede in pratica la ristrutturazione della parte del complesso che si affaccia su via Mazzini. Mentre, anche se il progetto deve ancora essere sviluppato, l’intenzione è quella di «valorizzare alcuni immobili» che fanno parte del Cottolengo, all’interno dell’ampia zona verde nel centro città. Grandi volumi che potrebbero avere destinazione d’uso residenziale, direzionale oppure diventare residenze per studenti.
«Ma la valorizzazione immobiliare - specifica don Arice - non sarebbe sufficiente», da qui l’esigenza «di una collaborazione con le istituzioni, la Chiesa locale, il territorio e l’aiuto dei privati». L’intervento prevede 8-10 mesi di tempo tra progetto ed autorizzazioni e 30 mesi per i lavori. Ora sono 60 gli ospiti, tra cui 19 orfani sin dalla nascita o con problematiche economiche gravi. Si tratta soprattutto di anziani di ambo i sessi portatori di handicap di tipo psichico e fisico e demenze dovute all’età.
«Da parte mia c’è l’appoggio più convinto a questa iniziativa, che rappresenta un’attività di Chiesa per tutti quelli che hanno bisogno», ha detto nel suo intervento monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa. Il quale ha ricordato la sua esperienza personale al Cottolengo: «Qui, nei miei primi due anni di sacerdozio, celebravo la messa ogni mattina alle 7 alle suore del Cottolengo che prestavano servizio all’ospedale Santa Chiara».
Per l’arcivescovo Benotto il Cottolengo, che affonda le sue radici nella benevolenza dei Conti Lodovico Rosselmini Gualandi ed Augusta Raimondi (che vollero lasciare lo stabile in eredità alla Piccola Casa), «è una sorgente nascosta che vivifica il tessuto della nostra città». Ora è anche un progetto per il quale si chiede il sostegno di Pisa. —
F.L.
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