Il Tirreno

Pisa

«Conti deve scegliere tra la senatrice simbolo dell’antifascismo e Giuseppe Niccolai»

Una Città in Comune

La posizione di Una Città in Comune «È una contraddizione intollerabile» 

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l’intervento

La notizia dell’intenzione da parte del Sindaco di Pisa Michele Conti di conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre è un fatto senza dubbio importante, che tuttavia merita una riflessione più generale. La sua vita è un continuo monito contro le discriminazioni, il razzismo e, soprattutto, l'indifferenza che oggi, come allora, rischia di farci perdere di vista l'umanità e il senso del valore delle persone in quanto tali. E dei loro diritti. Da una parte fa quindi piacere constatare che anche la maggioranza politica di Pisa riconosca in Liliana Segre una figura di riferimento per la sua monumentale opera di testimonianza, per la grandezza e l'attualità del suo messaggio politico, per la generosità e il senso della vita verso cui ha deciso di indirizzare il proprio percorso di dolore.

Dall’altra però colpisce che la stessa giunta stia portando avanti l’intitolazione di una rotatoria della città - la stessa città di cui sarà a breve cittadina onoraria Liliana Segre - a una persona che ha sempre dichiarato coerenza con la propria adesione al fascismo delle leggi razziali e della Repubblica Sociale Italiana: Giuseppe Niccolai ha scelto in gioventù di andare volontario a combattere a fianco degli alleati nazisti e ha continuato a rivendicare per tutta la vita la scelta di stare con gli aguzzini di Salò, ossia con quel potere collaborazionista che ha arrestato Liliana Segre e la sua famiglia e l’ha consegnata in mano al sistema di sterminio nazista, insieme a migliaia di ebrei e dissidenti.

Non è dunque possibile stare in silenzio di fronte a questa contraddizione intollerabile. Non possiamo far passare un’immagine del fascismo quale esso non fu: il fascismo è stato un regime dittatoriale, intollerante, violento, razzista, antisemita. I politici come Niccolai, che non hanno mai preso le distanze dalla propria adesione al fascismo, hanno avuto nell’Italia democratica la possibilità di utilizzare tutti gli spazi per esercitare la propria libertà di pensiero e di azione politica. Possono oggi essere ricordati e studiati per quello che hanno fatto, ma non possono ricevere l’onoreficenza di un luogo della città che porti il loro nome. Una città che assegna la cittadinanza onoraria a Liliana Segre è una città che deve dichiararsi antifascista, in ossequio alla nostra Costituzione. Non si può allo stesso tempo essere contro e a favore di un sistema di oppressione e sterminio: il sindaco Conti deve fare una scelta. —

Una Città in Comune



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