Il Tirreno

Pisa

Il Cottolengo si potenzia e libera alcuni edifici in pieno centro

Francesco Loi
Il complesso del Cottolengo si estende in Corso Italia da via La Nunziatina a via del Cottolengo, mentre per larghezza va da Corso Italia a via Mazzini
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Il complesso del Cottolengo si estende in Corso Italia da via La Nunziatina a via del Cottolengo, mentre per larghezza va da Corso Italia a via Mazzini

Il progetto “Una casa per la vita” sarà presentato martedì 26 novembre dall’arcivescovo Benotto e da don Carmine Arice

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PISA. Si chiama “Una casa per la vita”. È il progetto di ristrutturazione del Cottolengo di Pisa che mira ad estendere le sue possibilità di accoglienza. La presentazione si svolgerà martedì 26, alle 17.30, nell’auditorium Toniolo dell’Opera della Primaziale Pisana, in piazza dell’arcivescovado. All’iniziativa, a cura dell’Arcidiocesi e della Piccola Casa della Divina Provvidenza, interverranno monsignor Giovanni Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa, e don Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza.. I dettagli saranno rivelati in quell’occasione, ma l’intenzione dell’Arcidiocesi e della Piccola Casa della Divina Provvidenza è quella di allargare i propri servizi nella grande struttura di via Mazzini. Ora sono 60 gli ospiti, tra cui 19 orfani sin dalla nascita o con problematiche economiche gravi. Si tratta soprattutto di anziani di ambo i sessi portatori di handicap di tipo psichico e fisico e demenze dovute all’età. All’interno delle struttura vengono garantiti diversi servizi: dall’assistenza infermieristica al servizio di assistenza alla persona, dall’attività fisioterapica all’animazione socio-educativa e assistenza religiosa.

Il complesso del Cottolengo è molto vasto: si estende lungo Corso Italia praticamente da via La Nunziatina a via del Cottolengo, mentre per larghezza va da Corso Italia a via Mazzini. Al suo interno la struttura assistenziale, oltre a vari volumi (ora inutilizzati) e grandi spazi verdi, per la maggior parte non visibili dalla strada. Un piccolo (ma nemmeno troppo) “quartiere” nel quartiere centrale.

Il progetto di ristrutturazione comporta una spesa di alcuni milioni di euro, di fronte ad interventi necessari ad ammodernare la struttura attuale. Per sostenere i costi dei lavori in occasione dell’incontro di martedì sarà lanciata una raccolta fondi dal titolo “Sostieni anche tu la ristrutturazione. Il tuo dono fa realizzare il nostro sogno!”. Il disegno complessivo, del quale martedì l’arcivescovo Benotto e don Arice spiegheranno le linee guida, dovrà essere approfondito e sviluppato successivamente, alla luce anche di un confronto e della collaborazione con l’amministrazione comunale. All’interno del complesso esistono ampi spazi verdi e volumi recuperabili nell’interesse della città, ipotizzando destinazioni che potrebbero andare dal residenziale a residenze studentesche.

Il Cottolengo di Pisa affonda le sue radici nella benevolenza dei Conti Lodovico Rosselmini Gualandi ed Augusta Raimondi che vollero lasciare lo stabile in eredità alla Piccola Casa al fine di fondare in città un istituto che desse assistenza e conforto ai poveri. L’apertura della Casa avvenne il 17 gennaio 1923, lo stesso giorno nel quale nel 1828 San Giuseppe Benedetto Cottolengo apriva la Piccola Casa in Torino. In questi anni circa 1.800 ospiti con problemi fisici e psichici sono stati accolti e assistiti grazie alle sole risorse del Cottolengo e dei suoi benefattori. «Sulle orme di San Benedetto Cottolengo il nostro intento - è il messaggio che giunge Piccola Casa della Divina Provvidenza - è quello di voler continuare, nel territorio di Pisa e provincia, a prendersi cura con amore e devozione delle persone che continuano ogni giorno ad affidare la propria vita nelle nostre mani. Per fare questo abbiamo bisogno di “Una Casa nuova per la Vita”. Il Cottolengo è pronto a porgere la mano. Ora abbiamo bisogno di voi». —
 

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