Sicurezza
Il commissario Pd candida Del Torto ma è subito scontro
Ferrante (zingarettiani): imposizione inaccettabile e divisiva L’appello: smettiamo di guardarci l’ombelico e lavoriamo
pisa. L’annuncio di tempi e modi per arrivare al congresso - tramite il quale dare vita la “nuovo corso” del Pd pisano - si era accompagnato all’auspicio di una «gestione il più possibile unitaria del congresso e del partito» a fronte della mancanza di un accordo sulle candidature. Lo aveva detto pochi giorni fa il commissario dei Dem Marco Simiani. Poi però è arrivata, proprio da Siminai, quella che per alcuni dei rappresentanti del partito è una scelta «imbarazzante per la motivazione», per non dire (ma si dice) una «imposizione inaccettabile» e «divisiva». Simiani lancia il “suo” candidato. Una figura «di mediazione - come è stato detto - nel tentativo di proporre una personalità un grado di unire». Il nome è quello di Ranieri Del Torto, presidente del consiglio comunale nel corso del mandato amministrativo del sindaco Marco Filippeschi. Ed è un nome nell’aria da giorni, rilanciato da Simiani in alternativa alle candidature in pectore dei due schieramenti interni al Pd: Ylenia Zambito per gli zingarettiani contro Ferdinando De Negri o Silvana Agueci per i post renziani. Per questi ultimi l’ipotesi Del Torto potrebbe significare anche la rinuncia a scendere in campo nella contesa per la segreteria del partito. Di tutt’altro tipo, invece, la reazione degli zingarettiani alla proposta del commissario.
«Innanzitutto voglio esprimere soddisfazione perché finalmente si celebrerà il congresso ed il Pd pisano tornerà a funzionare normalmente - premette Andrea Ferrante, ex assessore e punto di riferimento degli zingarettiani pisani - . Si è atteso molto, anzi troppo, ma ci si arriva. Le personalità proposte mi sembrano tutte degne: ci sarà una serena discussione sui loro profili, così come sulle idee per il partito e la città. Il nostro è, appunto, un Partito Democratico. Sul metodo seguito dal commissario ho espresso molte riserve; al di là delle dichiarazioni di principio, l'ho trovato non equidistante».
«In particolare, questa idea di lanciare una candidatura a congresso indetto, pescandola direttamente dagli organismi di garanzia, senza alcun confronto con gli iscritti, è piuttosto discutibile e quasi imbarazzante per la motivazione, la "discontinuità", che ha fin qui accompagnato la politica dei veti - continua Ferrante - . In questo modo diventa un tentativo di imposizione inaccettabile, una proposta ulteriormente divisiva. Per questo vizio di origine trovo la candidatura del mio amico Ranieri Del Torto non proponibile come unitaria o unificante. L'unitarietà, e non l'unanimismo, si raggiungono se in un confronto anche franco l'intero gruppo dirigente del partito sente la missione comune ed inclusiva di guidarlo». Alla luce di ciò Ferrante annuncia per domani (lunedì) alle 18 al circolo Pace e Lavoro di Porta a Mare un confronto «su quale possa essere una figura forte, capace di incarnare questo spirito e portarci, tutti, finalmente in una fase in cui smettiamo di guardarci l'ombelico e lavoriamo. Dopo 18 mesi di inerzia mi sembrerebbe il caso. I sostenitori del Pd sono tutti invitati». —
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