La manifestazione
Multe a raffica per il rumore e le associazioni dicono basta
Sotto accusa i controlli e le sanzioni collegate al nuovo regolamento comunale: «Impianti in regola ma senza i nulla osta di Arpat, serve un confronto col Comune»
PISA. «I controlli alle attività commerciali? Ben vengano. Ma se diventano quasi quotidiani ed interessano quasi sempre gli stessi esercenti, a questo punto qualcosa non va. Faccio riferimento in particolare di quelli per l’impatto acustico nei pubblici esercizi del centro, soprattutto in zone dove si controlla prima di pensare ad un progetto serio di riqualificazione». È Luigi Micheletti, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord, a raccogliere lo sfogo di tanti imprenditori, con particolare riferimento a piazza delle Vettovaglie, piazza della Berlina e piazza Manin, dopo una serie di controlli da parte della polizia municipale «che si susseguono con incredibile continuità».. Una situazione balzata agli occhi anche di Confcommercio che con il suo direttore Federico Pieragnoli esprimere grandissima preoccupazione, anche alla luce della raffica di sanzioni da mille euro che sono arrivate in questi giorni a locali e attività della zona perché prive di nulla osta sulle emissione sonore: «La situazione ha preso una china allucinante e ingarbugliata. Bisogna decidersi una volta per tutte: da un lato si spingono i locali ad investire migliaia di euro per dotarsi di impianti elettroacustici per limitare le emissioni sonore, si coinvolgono in un patto di collaborazione e di impegno reciproco con l'amministrazione comunale a rendere più vivibile la piazza, dall'altro lato però l'Arpat, da mesi e mesi, nonostante una massiccia produzione di relazioni tecniche, nega il nulla osta senza ulteriori giustificazioni, e alla fine la polizia municipale spicca sanzioni da mille euro l'una nonostante gli impianti con limitatore siano in funzione e l'orario del regolamento rispettato alla lettera».
«Si va avanti a multe - ribadisce Micheletti per Confesercenti - solo attraverso la percezione della musica con conseguenti ricorsi. La stragrande maggioranza degli imprenditori, è bene ricordarlo, ha portato le modifiche agli impianti di diffusione della musica a loro spese (operazioni in media intorno ai 1.000 e 1.500 euro), ma i nullaosta non sono ancora rilasciati. E tutto questo senza un regolamento che si sia adeguato alle nuove normative». Micheletti ricorda come «le questioni ancora aperte con Palazzo Gambacorti sono tante e da tanto tempo. Dal regolamento di “Pisa sicura” a quello per le nuove aperture con il superamento del blocco di questi ultimi anni. E questo solo per parlare dei pubblici esercizi . Crediamo che sia urgente un incontro con l’assessore Paolo Pesciatini per dare una accelerazione alle questione in sospeso che fanno riferimento al suo assessorato. Gli imprenditori su questi temi hanno sempre fatto la loro parte, spesso trovandosi di fronte a bozze fuori dalla realtà che si sono arenate dopo la presentazione di puntuali osservazioni». Poi una sottolineatura finale su piazza delle Vettovaglie. «L’apertura di un presidio della polizia municipale è sicuramente una prima risposta ad una richiesta di legalità e controllo che i commercianti hanno sempre condiviso e per la quale la nostra associazione si è battuta già con la precedente amministrazione. Un passo importante ma che non deve essere isolato: occorre andare avanti con un progetto di riqualificazione anche commerciale con gli imprenditori considerati protagonisti e non controparte».
«Se hanno deciso di correre il rischio concreto di far chiudere tutte le attività con partita Iva e in regola, basta che ce lo dicano chiaramente e ne prenderemo atto - prosegue il direttore di Confcommercio Pieragnoli - È bene però sapere che in questo caso spacciatori, gli abusivi dell'alcool, gli illegali, avranno la zona tutta a loro completa disposizione, senza ulteriore fastidi o presidi di legalità rappresentati dai locali in regola. Purtroppo lo spettacolo al quale assistiamo è sempre lo stesso: pugno duro e inflessibile con chi fa di tutto e di più per rispettare le regole, e per il resto, cioè spaccio, alcool, degrado la situazione resta la medesima».
«Nuovo Regolamento e incassi in fumo, investimenti ingenti in apparecchi e relazioni tecniche senza sbocchi, stagione pessima e poca gente in giro, inutile nasconderci, siamo vicini al punto di non ritorno per queste imprese – conclude il direttore di Confcommercio - Noi proponiamo l'istituzione di un tavolo urgente con Sindaco, Arpat, polizia municipale, ufficio tecnico del comune e Associazioni di categoria dove si trovi una soluzione da tutti condivisa. Forse è già troppo tardi, ma provarci è interesse di tutti». —
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