Sicurezza
Continental, scatta il blocco della produzione
Centinaia al presidio di ieri mattina fuori dai cancelli dell’azienda che in provincia ha annunciato oltre 700 esuberi
pisa. Gli ombrelli per difendersi dalla pioggia, gli striscioni e le bandiere per inaugurare una mobilitazione che ha nell’approdo a Roma della vertenza il primo obiettivo.
La rabbia dei dipendenti Continental scende in strada. Impiegati ed operai uniti per cercare di strappare gli storici stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia dal maxi-piano di ristrutturazione presentato lo scorso settembre dal colosso tedesco dell’automotive.
In oltre duecento si sono riuniti in presidio davanti all’impianto produttivo di Fauglia per contestare la manovra della multinazionale che nel quinquennio 2023-2028 prevede di “alleggerire” di centinaia e centinaia di unità la forza lavoro degli impianti pisani facendo emergere anche un rischio chiusura delle due fabbriche. Megafoni, striscioni e bandiere per esprimere una preoccupazione che l’aggiornamento del piano di ristrutturazione annunciato mercoledì scorso dal colosso tedesco, portando da 500 a 750 il numero di esuberi per gli stabilimenti pisani, ha condito anche di rabbia.
Un’intera giornata di protesta, quella di ieri, per inaugurare una quattro giorni di mobilitazione (la Rsu ha proclamato sedici ore di sciopero, che paralizzeranno la produzione fino a lunedì prossimo, accompagnate da presidi all’inizio e alla fine di ogni turno lavorativo), che ha come obiettivo l’apertura di un tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo Economico. Una manovra, quella del colosso tedesco, non nata per far fronte ad una crisi attuale (per gli stabilimenti pisani il volume di produzione è in aumento), ma dalle previsioni di una graduale trasformazione del settore automobilistico verso l’elettrico. Una rivoluzione che Rsu e sindacati chiedono di accompagnare con una riconversione degli stabilimenti.
«Abbiamo chiesto di rivedere il piano anche perché per le fabbriche pisane i volumi produttivi non sono previsti in calo - sottolinea la Rsu -. Ci siamo resi disponibili anche a proseguire le produzioni a patto che gli stabilimenti pisani e il centro di ricerca e sviluppo fossero coinvolti nel processo di riconversione che sposterà le produzioni dai componenti per motori a benzina ai motori a propulsione ibrida ed elettrica. Per tutta risposta il consiglio di amministrazione di Continental ha previsto un’accelerazione del piano di ristrutturazione e, rispetto alla previsione di 500 esuberi e l’uscita di oltre 250 lavoratori in somministrazione, adesso i tagli annunciati sono per 750 dipendenti (oltre ai somministrati) con il rischio evidente di una possibile chiusura».
Numeri confermati anche durante un incontro tra la Rsu, il segretario provinciale della Fiom-Cgil Marco Comparini e la direzione aziendale.
«È emerso un quadro incerto dal punto di vista della tenuta occupazionale e nessuna garanzia per una riconversione degli stabilimenti sull’elettro propulsione», conclude la Rsu che ha deciso di avviare un percorso di mobilitazione per opporsi ai tagli e garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. —
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