Gioco
Si va dritti al “Quore” della tradizione: le pappardelle al cinghiale vogliono essere le migliori
Il ristorante dell’associazione “L’Alba” lancia la sfida su uno dei piatti tipici per eccellenza nell’ambito del Premio Ristorazione Terre di Pisa
la rassegna
Un must della tradizione toscana: le pappardelle al cinghiale.
Con questo primo piatto il ristorante “Quore”, in via del Cuore 1 a Pisa, partecipa al Premio Ristorazione Terre di Pisa organizzato da Confesercenti Toscana Nord e Pisa Quality Restaurant.
Titolare del locale è l’associazione “L’Alba”, mentre la gestione fa capo alla “Rubedo srl”. Caposala è Moreno Neri, che si avvale di Alessandro Romagnani e Gabriele Licata. In cucina ci sono Valeriana Ammannati, Youssouf Fomba e Ambra Vannucci.
L’associazione “L’Alba”, che ha come missione l’inclusione sociale di persone con disabilità psichica e lavorativa, ha avviato nel 2014 l’attività di ristorazione nei locali di via del Cuore, abbinandola ad un’apprezzata operatività di catering per matrimoni, convegni ed eventi vari, tramite cui è riuscita ad emancipare all’autosufficienza diverse persone disabili.
Il piatto è stato scelto dalla cuoca Valeriana perché, per tradizione familiare, ama particolarmente cucinare il cinghiale. Ecco qual è la sua personale ricetta: mettere per alcune ore a marinare la carne nel vino rosso con gli odori tagliati grossolanamente (saltare il passaggio se la bestia è giovane); brasare nel tegame la carne senza niente e poi aggiungere olio, odori ed aromi vari (sedano, carote, cipolla, aglio, alloro, bacche di ginepro, rosmarino, salvia, ecc.); sfumare con vino rosso fresco (non quello della marinata), dopo di che aggiungere il pomodoro e un po’ di concentrato.
Dal “Quore” consigliano l’abbinamento del piatto con il “Marcampo” dell’omonima azienda agricola di Volterra (località San Cipriano) di proprietà di Genuino Del Duca. È un Igt Toscana rosso con Sangiovese e Merlot al 50%. La fermentazione è naturale, in vasche d’acciaio a temperatura controllata senza aggiunti di lieviti e con frequenti rimontaggi al chiuso e all’aperto. L’affinamento è di 12 mesi in tonneaux di terzo e quarto passaggio. —
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