Il Tirreno

Pisa

È stata una grande piena, ma non da record

D.R.

Nel 1992 il livello dell’Arno toccò i 5,3 metri e nel febbraio 2014 i 4,98 metri. Rossi: «Salvi grazie ai lavori della Regione»

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PISA. «I lavori che ha fatto la Regione hanno salvato la Toscana dall’alluvione. Senza il bacino di Roffia, la ripulitura e armatura della foce dello Scolmatore e altri lavori fatti negli ultimi anni, a Pisa, durante il picco della piena durato più di 12 ore, sarebbero transitati 2.600-2.700 metri cubi di acqua al secondo. Praticamente sarebbe stata alluvione. I lavori che abbiamo fatto hanno salvato la Toscana dal disastro».

A rivendicarlo è il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi evidenziando l’importanza delle opere risultate decisive a snellire la portata della piena dell’Arno prima del suo arrivo a Pisa e far tirare un sospiro di sollievo a tutta la città. Una macchina di prevenzione che ha funzionato nei dettagli, riuscendo a gestire anche il turismo dei curiosi che nella fase critica ha riversato migliaia di persone sui lungarni e sui ponti cittadini “armate” di fotocamere e smartphone per immortalare una delle piene più importanti degli ultimi decenni.

Istantanee che finiranno negli album dei ricordi, ma probabilmente non nei libri di storia. Certo, la straordinaria portata ha impressionato (e intimorito) gli addetti ai lavori, sconvolgendo per un paio di giorni la vita cittadina, ma è stata ampiamente contenuta nei limiti naturali del fiume, grazie soprattutto all’ottimo “lavoro” svolto dallo Scolmatore e dalla cassa di espansione di Roffia. La lunga piena, che ha superato il secondo e ultimo livello di allerta, si è assestata attorno ai 4,8 metri. Un dato eccezionale, ma per gli amanti delle statistiche, per gli studiosi e per le “menti storiche” del fiume, in linea con altri eventi degli ultimi anni. Lo storico delle piene pone infatti l’ultimo evento al di sotto delle piene del 2014 (a gennaio toccati i 4,91 metri e il mese successivo i 4,98 metri), di quella del 1992 (5,3 metri) e “allineata” a quelle del novembre 2012 (4,04 metri), del marzo 2013 (4,15 e 4,45 metri) e del dicembre 2010 (4,42 metri). Una piena, quella di domenica scorsa, secondo molti simile o meno impattante di quelle che negli ultimi anni hanno attraversato la città, che ha ancora una volta ha dato prova di saper affrontare l’emergenza e limitare i pericoli. —

D.R.

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